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13 aprile 2021. Poi capita anche che entro un raggio d'azione più piccolo, si smuovano situazioni appartenenti alla prima specie dell'aspettativa, quella della irrefrenabile speranza di completare qualche tassello. Senza preghiere, senza riti vudù, un amico lontano ti fa da tramite e ti invia nuove opportunità di crescita, con un semplice link anticipato da un trillio di telefono diverso dai soliti che non passa inosservato. Domani l'esito?

 

12 aprile 2021. Ricevo una telefonata che mi propone, quasi impone, di correre verso una destinazione in piena zona rossa per acquistare un'intera vetrina di giocattoli INGAP. Poichè ciò non accade tutti i giorni, neanche tutti mesi, e neanche tutti gli anni direi pure... già i ragionamenti si facevano pressanti circa l'opportunità di spostarmi senza avere comprovate necessità lavorative da certificare qualora qualcuno mi avesse chiesto perchè ero così lontano da casa.
Cosa può fare un collezionista che vive in simbiosi con la propria collezione, ma non la usa per lavoro, cioè non ne fa mezzo per trarne sostentamento, ma magari piuttoto per vivere, secondo una accezione più completa del significato?
Si aprivano risvolti che rendevano davvero difficile pensare di spostarsi senza assumersi gravose responsabilità nel caso di essere soggetti a controllo. Ma, d'altro canto, quello che mi si prospettava di acquistare, in tempi di restrizioni alla libera circolazione, era talmente tanto grande da crearmi quantomeno dei dubbi. Mi ero perciò già attivato per trovare almeno un amico che si trovasse nella zona designata e che potesse sostituirsi a me per prendere quello che ritenevo essere un "grande tesoro" senza averlo visto.
Difetto tipico di ogni collezionista è quello di fantasticare ben oltre il limite del possibile su ciò che si prospetta di acquistare al buio. L'ingrato ruolo del nostro organismo è poi quello di rilasciare dopamine ad ogni scatto di fantasia che si instilli nel cervello. Tutto quel ragionamento stava anche rischiando di essere dose fatale.
Come sempre è stato il destino ad esprimersi compiutamente, permettendomi di non compiere azzardi. Ciò che mi si prometteva di acquistare sulla base di una descrizione potente, ma non corrispondente a verità, era qualitativamente molto al di sotto della peggiore aspettativa che si voglia evitare. Si trattava infatti della raccolta compulsiva di un vecchio divorziato che cercava, in ogni cosa ed in ogni dove, l'opportunità di rivendicare capacità selettive che non gli erano mai appartenute. Per questo quel che residuava della sua famiglia decideva di dar via velocemente. Un ammasso di oggetti inutili trovati per somma di eventi fortuiti e non per scelta puntuale, quindi non frutto di ricerca, nè di analisi, figuriamoci di sintesi!
Da qui lo spunto per la biforcazione tra l'eterna speranza e la più solita dannata rispondenza di eventi. La prima è costituita dalla possibilità di venire in possesso di un'insieme di oggetti che siano appartenuti originariamente ad una sola persona e nel periodo coevo della realizzazione degli stessi: più semplicemente, i giocattoli del bambino. La seconda puntuale evenienza è costituita invece dal trovare un ammasso di oggetti senza criterio nè qualità che avviliscono ancora di più quando in essi ti imbatti, ancora una volta: più semplicemente, i giocattoli di adulti impreparati ed incapaci di selezionare.
Insomma nessuno spostamento di sorta ai limiti di legge. La crescita è continuata con l'assenza d'acquisto. Ancora una volta le cose belle erano già a casa.

 

5 aprile 2021. Via verso nuove avventure... per comprovate esigenze collezionistiche.

 

2 aprile 2021. Oggi la collezione si arricchisce materialmente del "Tamburino Sardo". Non ho avuto parole per definirlo negli scorsi giorni. Ho usato quelle in lingua tedesca della musica che stavo ascoltando quando l’ho scoperto, anzi riscoperto, poiché c’era già stata un’occasione per tutti di acquistarlo. Nelle fasi terminali della trattativa, ho usato la lingua inglese, memore di un ragionamento sul silenzio che deve essere rotto per essere elemento preponderante della vita. C’è riscatto nella risposta. Infine, ad accordo raggiunto, ho usato quelle stesse che Edmondo De Amicis mise in bocca al capitano che aveva dato ordine al giovane piccolo tamburino, di viso bruno olivastro, con due occhietti neri e profondi, che scintillavano, di divorare la china e dare il biglietto al primo ufficiale che avesse visto. La successione degli stati d'animo si è completata con l’arrivo di oggi. Adesso che l'ho dinanzi posso fare tutte le altre considerazioni che il soldatino dell'esercito piemontese mi offre.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 


Superato l’impeto del piacere del ritrovamento non mi esprimo nel senso di affermare che si tratti in assoluto del primo giocattolo realizzato dalla ditta che si firmava BELL. La Belloni, però, è azienda italiana che nasce nel 1919, quindi esattamente dopo la fine della grande guerra. Il tamburino sardo aveva ancora una grossa presa nell’immaginario collettivo e moltissimi “fortunati” che furono restituiti dalle trincee, da mutilati, come il tamburino, si ripresero la loro vita o ciò che ne restava. Erano del 1911 e del 1915 due realizzazioni cinematografiche di questa storia, entrambe con lo stesso titolo. Chi guardava e sceglieva di acquistare, all’epoca della fabbricazione, questo giocattolo aveva una visione d’insieme che era ben diversa da quella che si può avere adesso. Ogni tempo ha i suoi eroi. La revisione critica serve per comprendere quali continuino ad esserlo e quali non appariranno tali, se i valori fondanti del loro operato non sono più comprensibili ai più. Pertanto quando il senso di Patria dalla nazionale di calcio, dal compianto Paolo Rossi in poi, devia il flusso d’aria verso una competitiva ma solo seconda Luna Rossa. Quando l’importanza di partecipare supera l’ottenimento dei risultati. In tempi grami, di zona rossa, come quello che stiamo vivendo la visione delle proprie aspettative non supera le ore di luce della giornata. Questo personaggio oggi non desta l’attenzione di nessuno, neanche del collezionista. Dell’italico medio collezionista, intendo.
Ma torniamo a parlare del TAMBURINO SARDO della Bell e non del personaggio di “Cuore”. Gioca in senso opposto ad una attribuzione vicina alle prime produzioni la somiglianza con un altro raro giocattolo realizzato da questa ditta: il MICKEY MOUSE DRUMMER. Per forza di cose il giocattolo disneyano in Italia non può essere antecedente al 1930, anno in cui la Nerbini pubblica il primo fumetto di Topolino, destinato ad un grandissimo successo; Mickey Mouse nasce comunque nel 1928 e poco cambia qualora un avveduto industriale avesse deciso di realizzarne copia con qualche anno d’anticipo rispetto alla scoperta italiana, cosa che ritengo pressoché impossibile. Il meccanismo posto sulle spalle è identico in entrambi i giocattoli. La litografia del soldatino è però molto più vecchia, per cui resto dell'idea che questo giocattolo preceda sicuramente il MICKEY MOUSE e sia raro, pressoché unico quasi, perché fa parte delle prime produzioni di una ditta che non ha avuto per tutto il ventennio la forza produttiva dell’Industria Nazionale Giocattoli Automatici Padova, pur realizzando anch’essa parecchi bei giocattoli.
Identificato il periodo storico di realizzazione, prese già le opportune distanze dal punto di vista odierno riguardo a questo manufatto, tocca adesso fare almeno un'analisi semplice del personaggio ritratto: un soldato ottocentesco che suona il tamburo. La divisa non presenta i toni del verde militare già propri del periodo del regime fascista, quanto piuttosto dell'azzurro con sfumature di celeste, proprie della divisa piemontese. E’ comunque presente un dettaglio che pone il soldato in un periodo successivo al 1871, anno in cui vengono introdotte nell’allestimento delle divise l’applicazione delle stellette al bavero. Ma questo a mio avviso è un errore di chi realizzò la litografia del figurino, non documentandosi a sufficienza. Capitava anche all’epoca. La scritta “TAMBURINO SARDO” sotto le ghette degli stivali, alla base, resta inequivocabile.
Non si tratta perciò di suggestioni o di forzature. Questo personaggio è chi dice di essere e rappresenta un valore aggiunto nella mia collezione perché non rappresenta solo un momento storico passato; il tamburino è, anche ed innanzitutto, un eroe del Risorgimento, precisamente della Prima Guerra d’Indipendenza, così come voluto nell’adattamento dei racconti mensili per più piccoli voluto da Edmondo De Amicis.
Fa parte della categoria dei soggetti rivelatori del non comune superamento del possibile a favore dell’impossibile. In quanto fedele riferimento all’incline sentimentalismo commosso deamicisiano verso un ordine costituito da salvaguardare, il tamburino supera ogni aspettativa di parte, perché sublima nell’atto di eroismo che gli fa perdere una gamba. Anche il giocattolo, nella sua esilità ed instabilità, tende a cadere pur avendo entrambe le gambe. Non poteva non averle poiché destinato ai bambini. Lirico quindi l’aspetto di un personaggio che è eroe prima ancora di aver compiuto il gesto che lo trasformerà definitivamente.
Secondo solo al personaggio di Franti, amplificando gli orizzonti della visione di Umberto Eco che ne fece l’elogio per la possibilità di un ordine diverso, che è il disordine degli atteggiamenti del disadattato, che poi sparisce nell'opera stessa perchè maldigerito dallo stesso scrittore. Tale personaggio non avrebbe mai avuto l’onore di essere raffigurato né da Belloni, né da altri industriali italiani del ludico. Come tutti troppo chini al precostituito imperante, laddove non spiri un vento diverso cui chinarsi nuovamente. Questo spunto critico è chiave di lettura in base al periodo storico. Del maieuta di una diversa società possibile adesso sono alla ricerca. Sarebbe un prototipo.

CONTINUA...

 

25 marzo 2021. "Io non sono che un capitano; tu sei un eroe." EDMONDO DE AMICIS

 

24 marzo 2021. "Silence is all we dread. There's Ransom in a Voice - But Silence is Infinity. Himself have not a face." EMILY DICKINSON

 

23 marzo 2021. "Wir sind schon sehr lang zusammen. Dein Atem kalt, das Herz in flammen." RAMMSTEIN

 

19 marzo 2021. Tutto quello che ci hanno insegnato non vale più niente. Non esistono persone con capelli normali. Non è politicamente corretto pensare di un presidente di un grande stato che sia un killer senza aspettarsi che lo stesso ti auguri tanta salute. Le macchine elettriche hanno già emesso tutta la CO2 che ci vuole per fare un pieno prima ancora di mettersi in moto. I diversamente abili nella quotidianità del precovid sono ancor più diversamente abili nella pandemia. Quello che pensa un comune mortale è quello che determina un intero comitato tecnico scientifico. Le sigarette elettroniche fanno tendenza ed una fabbrica di pipe non può essere gentile con l'ambiente. Forse quest'ultima affermazione si può smentire con un'immagine.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

17 marzo 2021. Che sia la soluzione?

Da un'idea di Giovanfranco di Giunta, una rivisitazione di Fabrizio Pace

 

16 marzo 2021. La battaglia di Anghiari, la copertura del Vasari, la riscoperta di Encinitas, l'opposizione intelligente al COVID.
Ad Encinitas in California, l'azienda Queen Eileen's, nelle fasi di ristrutturazione del proprio locale di vendita ha avuto una grande fortuna. Un evento che costituirà per molti anni a venire una tappa obbligata per gli amanti dei murales d'epoca.
Ben lontano dal capolavoro perduto di Leonardo da Vinci presso Palazzo Vecchio che, per recenti studi, potrebbe essere, alla stessa stregua di quanto mostro sotto, ma con 500 anni in più di storia sulle spalle, conservato dietro una cavità sospetta della parete ad oriente della Sala del Consiglio; il ritrovamento di questo Sprite, testimonial della Coca Cola, dietro una parete a destra dell'entrata del negozio americano, oltre che costituire testimonianza di un certo tipo di grafica della "vecchia scuola", è d'impatto più di qualsiasi ricercato effetto vintage, perchè da tempo celato alla memoria e reso nuovamente disponibile con splendidi colori saturi.
La riflessione immediata va al concetto di vecchio e di nuovo. Alla riscoperta del bello grazie al tempo dilatato che la pandemia ha consentito di vivere. La lentezza non è spreco nella consapevolezza della diversa marcia. Una sorta di rilassamento quantistico, un attraversamento di un buco nero che ha fermato tutto intorno a noi ed ha consentito a chi voleva rimodularsi di favorire l'avvicinamento del prima col dopo.
Per il tramite di un muro che cade, l'apertura al successo, al progresso, alla voglia di ripartire è prossima. Ma ogni muro aperto è una breccia e la porta, si sa, deve essere ben collocata per consentire un'accesso ampio e comodo, nel contempo ben difesa per far giungere oltre solo chi merita di esistere nel nuovo mondo.
Complimenti agli scopritori! Un evento caro agli amanti della bellezza, quella attività così precipua che va poi sviluppata ed implementata con le sole proprie forze, con i soli propri occhi.

Foto acquisita dal web

 

15 marzo 2021. La Moto Guzzi ha 100 anni!

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

11 marzo 2021. Scytharum solitudines.

 

10 marzo 2021. Adfirmanti incumbit probatio.

 

9 marzo 2021. Alcune settimane fa la professoressa Ilaria Capua si è così espressa in termini drastici: «...Covid, è come se in Italia avessimo un incidente aereo al giorno». La frase, non originale, in realtà era già stata recepita dai social e dai vignettisti, con più formule. La cronaca di un numero giornaliero sempre diverso, ma ultracentenario, lascia indifferente chi lo ascolta. Un numero resta un numero se non ci sono coinvolgimenti più personali. Sostanzialmente la difficoltà di recepire la gravità deve essere accompagnata da una immagine metaforica. La virologa Capua l'ha ricondotta ad una frase. Il vignettista Natangelo ad un disegno di un aereo civile in picchiata. Ieri abbiamo però superato il numero complessivo di centomila decessi; per cui la rotondità del numero adesso fa forse più impressione. Non lo farà una foto di una catasta di giocattoli. Ma spero mantenga aperto il dibattito circa il fatto che ognuno di noi vede solo ciò che vuole. Io non vedo solo giocattoli.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

8 marzo 2021. Festa della donna o giornata internazionale della donna? Qualunque sintesi vogliate dare al giorno, cercate la bellezza del gesto più semplice e quotidiano per far si che questo giorno sia come ogni altro dell'anno in un continuum che prescinde dalle inutilità della celebrazione saltuaria per arrivare all'anima. Il misogino è accecato dall'ego. Il femminicida non è mai stato un uomo. Ogni essere di questo mondo è stato generato da una donna.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

  Lo stesso dolce profumo inebria ogni mia giornata.

 

7 marzo 2021. Abbindolare i fanciulli con gli astragali e gli uomini con i giuramenti. Gli allocchi con i mercatini dei gruppi di Facebook.

 

2 marzo 2021. A poca distanza di tempo dall'uscita del libro "STORIA IN SCATOLA" a cura di Federica Nurchis e Leonardo Ponti, desidero qui sotto fare una piccolissima recensione basata non su parti del contenuto, che invito tutti a leggere quanto prima, ma su ciò che ne ha ispirato la realizzazione.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

In questo libro la forza dei idee, quindi dei contenuti, è superiore a quella dei contenitori che fanno da protagonisti dello studio. Il senso che do all'importanza di questa pubblicazione è che oltre ad avere avuto un grande buon gusto nella scelta delle scatole che sono fatte oggetto di una precisa chiave di lettura del vecchio regime e del popolo italiano che viene aspirato e proiettato in una dimensione nella quale non avrebbe che potuto ricadere per forza di cose; nel contempo questo testo ha preferito dare spazio ad oggetti non necessariamente perfetti ma che, nella apparente incompletezza determinabile da una sola altrettanto apparente perfezione, dimostravano su di essi i segni del passaggio della storia. In senso di completamento alla prima informazione che riescono a dare i libri che espongono l'insieme di grandi ed importantissime collezioni, che spesso non possono che rappresentare l'equivalente di altrettanto grandi album di figurine dove si vede molto (giammai tutto!) ma senza spiegazioni che aprano la mente, ben vengano sempre stimoli importanti per comprendere meglio perchè preferire un filone di racconto alla raccolta "indifferenziata" di manufatti splendidi, ma assolutamente cloni gli uni degli altri. Inutili se non accompagnati dal senso della propria ricerca personale. Questo libro da spunti verso una direzione molto interessante, tra le tante percorribili.
Anche perchè ricercare il bello in questo mondo di latta è facile. Una scatola non bella, non aiutava a vendere. Non ha costituito il successo per l'epoca in cui fu realizzato e, nelle more della rivitalizzazione operata dal collezionista, continua a non essere interessante e ricercata, a meno che non subentri la scintilla del sapere e della ricerca.
Quindi un gusto estetico proiettato nel positivo era un po' in tutto ciò che è stato realizzato per svariati decenni dalle grandi aziende come Metalgraf, Passero e Monfalcone, De Andreis e via discorrendo per le grandi aziende dolciarie, di birra e di petrolio, per citare i generi più alla moda nella ricerca del collezionista attuale. Ben inteso che di bellezza nella grafica se ne trova per qualsiasi genere si possa pensare. Ma, appunto, occorre "pensare" e la tesi ben espressa dagli autori riesce a dare spunti per non contemplare solo il bello fine a se stesso, ma per vedere ciò che lo stesso cela dietro una immagine che dice più di quello che i raccoglitori di figurine riusciranno mai a mostrare: lo spirito vitale contenuto in freddi contenitori. La distanza, la forbice, perchè non appaiano come tali anche i loro possessori.

 

 

18 febbraio 2021. Raggio di sole oggi compie un anno.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

16 febbraio 2021. Il vulcano Etna, alle pendici del quale vivo, questo pomeriggio fa sentire tutta la Sua energia regalandoci un tramonto di fuoco causato dalla rifrazione dei raggi solari al di sotto della nube di cenere e piccole estrusioni friabili, facilmente sgretolabili sotto i piedi, che si è poi abbattuta sulla mia città e nei paesini circostanti dopo pochi minuti, per buona parte della sera.
Dinanzi a questa nuova destabilizzante "variante", al calduccio di casa, ho approfondito in serata la conoscenza di una insolita Marchesini che pubblico qui sotto.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

La peculiarità è sempre nascosta per chi non ha occhi. Innanzitutto non esattamente comune in questa versione non litografata. Purtroppo mancante della targa posteriore e della mascherina che ne avrebbe consentito una puntuale identificazione dell'anno di nascita. Verosimilmente risalente ai primissimi anni '50, per ragione delle ruote in latta e della linea filante dei modelli convertibile che spadroneggiavano alla fine degli anni 40 e nei primi anni della decade successiva.
Con questo giocattolo di fabbricazione bolognese ho anche acquistato una torpedo Cardini, con targa 38-1927, che è attualmente ancora in fase di studio perchè singolare, nella sua mostruosa diversità.
Ma torniamo alla Marchesini. La necessità di aprirla è dipesa dal fatto che il lamierino che costituisce il sedile era incastrato in avanti, sotto la scocca, con tale violenza e pressione da risultare impossibile il recupero con piccoli leveraggi o accrocchi che ne consentissero la rimozione rapida ed indolore.
La sorpresa, in parte già annunciata dalla mancanza della poltrona di seduta nell'alloggio naturale, si è presentata in tutta la sua nitidezza allo smontaggio.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Chi mangia pane e latta, sa bene che spesso è facile scorgere sul lato oscuro del lamierino litografato o verniciato tracce di una precedente stampa non portata al suo naturale uso. Non era fenomeno inconsueto infatti, soprattutto per giocattoli destinati a bambini, l'utilizzo di materiali di scarto provenienti da altre lavorazioni industriali.
In questo caso, si evince che la latta utilizzata proveniva da scarti di lavorazione di una azienda americana di birra. Con il racconto di ieri perciò andiamo a braccetto, a così stretto contatto, da farmi pensare che non tutto succede per caso, ma la ricerca ha dei filoni che possono collimare tutti insieme appassionatamente verso una narrazione comune. Le marche di birra di questi due esempi appartengono a due mondi differenti per grandezza ed importanza e, aggiungo, per penetrazione nel mercato.
Delle due aziende, l'americana poteva avere preso piede anche in Italia, al punto che lo scarto di lavorazione finiva poi alla Marchesini, se si esclude l'ipotesi che le latte che costituivano il rivestimento dei giocattoli venissero acquistate negli Stati Uniti. L'altra azienda, l'effimero birrifico di Cavalese, non era uscita (almeno per aspetti di marketing) dalla regione Trentino e limitrofe.
Certo è che anche la bottiglia di Namar Premium Beer avrebbe potuto rinfrescare un collezionista italiano alla stessa stregua di come può per un americano, stando alle attuali valutazioni di questa rara "can" cilindrica, che pare abbia avuto vita molto breve con questa lito e in questo formato.  

Foto dal WEB.

 

15 febbraio 2021. Da un post di Michele Airoldi, autorità indiscussa nella storia del racconto della breweriana italiana, pubblico l'immagine di questa singolare scatola realizzata con oggetti di riciclo che fanno molto piacere al collezionista e che, nel contempo, lo fanno anche e soprattutto disperare.
Si tratta di un manufatto realizzato con targhe pubblicitarie della BIRRA di Fontanelle di Cavalese. A memoria di collezionista, non esiste ancora una di queste insegne in perfetto stato. Per realizzare questo box (chissà quale prezioso contenuto può aver avuto per il committente!) ne sono state utilizzate ben 3!

Foto dall'archivio di Michele Airoldi

 


Mi sorge spontanea un'associazione di idee legata al ricordo che mi trasmise tempo fa il caro amico palermitano Luigi. Serve per rendere ancora più comprensibile lo stato d'animo che può generarsi nella mente del collezionista che si immagina di essere presente dinanzi allo "stagnino", cioè all'artigiano che compì i tagli e le saldature di questo oggetto destinato ad un uso comune, avvalendosi però di ciò che nel tempo sarebbe divenuto preziosissimo per uno sparuto centinaio di amatori della pubblicità di birra, delle case scomparse soprattutto.
Luigi aveva comprato un bel servizio da tavola di Meissen d'alta epoca, in condizioni eccellenti di conservazione di lucentezza della porcellana. A natale di qualche anno addietro decise di utilizzarlo per il Pranzo del 25 con tutta la Sua famiglia. Dopo un incedere lento e sicuro dei primi piatti, arrivati al secondo piatto, il primo stridio di coltello che, affondando e superando l'arrosto di carne, si scontrava contro lo smalto costituì ed ancora costituisce, nel suo ricordo, nella mia esperienza traslata, in quella del collezionista che torna alla prefigurazione della scena del taglio delle lamiere della BIRRA delle Fontanelle, l'attimo ignominioso, l'eterna tragedia, la sospensione del culmine della disperazione per un gesto tanto gratuito quanto evitabile.
Cosa resta? Del Natale di Luigi permane il ricordo della bella giornata di comunione e condivisione dello stare in famiglia, evento che lo scorso anno quasi tutto il mondo civile ha rinunciato a svolgere nella normalità. Della Birra di Cavalese permane ugualmente un ricordo di comunione di lamiere. Quando assembramento diviene eufonicamente simile ad assemblaggio. Una bella variante di collezione non inglese, non brasiliana. Una variante che fa male, ma che si può superare.

 

5 febbraio 2021. Difficile pensare che cambierà lo stato d'animo di chi ha vissuto un passato spensierato. La pandemia abbassa la cresta a tutti, quasi tutti. Ma le buone maniere sono comunque d'altri tempi.
Oggi Torino ha subito una ripulita degli homeless che bivaccano sotto i portici. Il fatto si è svolto non molto distante dalla Piazza San Carlo che ritrae, in questo fotomontaggio pubblicitario d'epoca, una corriera della Cardini nella versione DE COSTER, dall'aspetto molto realistico.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Sul retro di questa cartolina è un prestampato d'epoca di rara cortesia per i giorni attuali. Viaggiata, risale al 1935 e così reca: "Ci pregiamo avvertire che a giorni sarà da Voi il nostro sig. G. Julini per commissioni ed incassi. Fiduciosi che gli vorrete serbare buona accoglienza, con tutta stima Vi salutiamo. EDMONDO DE COSTER & C."
Senza intenti sarcastici, penso che un avviso di tal fatta nel periodo attuale verrebbe accolto e salutato in modo molto diverso. Forse l'unico caso in cui si rispetterebbe ampiamente il distanziamento.

 

4 febbraio 2021. Ricevuto solo oggi questo pubblicitario in latta della "Prager & Lojda" di Berlino. Preso lo scorso 31 gennaio nell'occasione in cui i collezionisti del gruppo di "Ricordi di latta" di Fb, come ogni mese almeno una volta, cedono ciò di cui desiderano disfarsi. Raramente vengono proposte belle cose. Ma gli oggetti più brutti della collezione di Filippo sono sempre comunque bellissimi e proposti ad onestissimi prezzi. Non ho potuto rinunciare. Amore a primo sguardo.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Mi ha colpito il fatto che questo oggetto pubblicitario provenisse da Firenze. Non solo la città di "Forza e calore. Al regno dell'elettricità." Da Firenze proviene quell'ex sindaco che, a parere dei più per mero scopo di potere personale, lo scorso 13 gennaio, si è oscurato da se. Facendo cadere il governo dei ristori, ha determinato la creazione del prossimo Governo, declamato politico dai perdenti che ne vedranno sorgere invece uno delle istituzioni. Speriamo anche tecnico oltre la migliore delle aspettative represse. Nuovi illuminati si potranno così occupare di RiSCALDAMENTO e MOTORI, e di tutto quanto ciò che un RECOVERY FUND necessiterà ancora.
Singolare anche la strada in cui si trovava questa azienda. Al numero 1 di Via Speziali, la porzione del vecchio decumano romano che da Via del Corso porta a piazza della Repubblica. Una strada da percorrere necessariamente per raggiungere l'ombelico della civis.
Speziali erano poi i rappresentanti di un'arte cui anche Dante dovette aderire, suo malgrado, per poter partecipare alla vita politica come era necessario all'epoca: "essere iscritti ad un'Arte".
L'arte della Politica Illuminata è in questa allegoria. Stampata in Germania.

 

1 febbraio 2021. ENDEMOL ricerca un restauratore di giocattoli per la trasmissione RAI "I soliti ignoti - Il ritorno". Non sono io la persona che cercate. Grazie.

 

23 gennaio 2021. Lotto per il lotto. Preso. Ora lotto per il giusto compenso al corriere.

 

17 gennaio 2021. Rosso è il colore che contraddistingue questo silente giorno siciliano. La zona è rossa per volere di Stato. Come il colore delle arance tarocco, moro e sanguinello; come il pigmento del pomodoro di Pachino; come il colore della passione, sempre più repressa in favore dell'aggressività dilagante nella spasmodica ricerca di scampoli di uscite di svago, in tempi di saldi, fino all'appena trascorso sabato. Se nel tempo i porporati hanno ceduto spazio alle tinte delle bandiere delle lotte del popolo, il rosso che simboleggiava fertilità, che era il colore nazionale delle auto da corsa, che ha abbellito le grotte rupestri sin dal paleolitico, in questi giorni è divenuto il rosso dei divieti. La terza annunciata ondata è ormai effettiva. Prudenza non sia mai troppa, col rosso non si passa. Rossa è la bandiera dei repubblicani d'America. Rosso fa rima con "Non posso!". Se durante l'antico impero romano ci si decorava il corpo col rosso in segno di vittoria, vita e salute, cambiando le abitudini, gli appellativi ed i significati delle parole che oggi si coniano più velocemente di banconote che non hanno corrispettivi in oro, per durare meno di una giornata, il termine di "responsabili" è la cosa più effimera che voglia ancora sentir dire. Rosso è anche del boletus satanas, ma le avvisaglie aposematiche avvisano il mondo animale consapevole. Gli animali politici non ne fanno parte. Potrebbero abboccare. Dovrebbero invece impallidire e sprofondare nella terra; non occorre che sia rossa.
Comunque rosso è anche l'ossido del ferro. Mi guardo perciò bene dal continuare a parlarne. Taccio. Non vorrei che mi si arrugginisse una intera collezione.

 

16 gennaio 2021. Il pacco però l'ho aperto. Anche io, da oggi, sono SANSEPOLCRISTA, litolattamente parlando. Il resto degli opportunisti lo diventeranno al cambiar del vento...

 

15 gennaio 2021. #IONONAPRO1501 Non avete capito niente! Statevene a casa, Masterchef! Siamo tutti alla canna del gas... ma niente si risolve con una disobbedienza di mezza giornata.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

12 gennaio 2021. Dialogo impossibile. Ricinaureol.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta
Spidoleine.
Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta
Tempia Frères.
Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta
"Ci vediamo al McDonalds."
"Non voglio purghe, non voglio lubrificanti."
"Non festeggeresti nella miglior maniera."
"OK. Prendo anche la coppia di svizzeri. Ma non bevo."

 

2 gennaio 2021. “Tu credi che la gente vada a vedere le corse per vedere se vince la Guzzi o la Gilera? No! La gente va a vedere le corse perché vuole vedere andar forte, quindi uno che è davanti e va piano perché ormai gli avversari sono lontani tradisce il pubblico. Un vero campione deve dare sempre il massimo anche se questo gli può far perdere la corsa, anche se è contro il proprio interesse”. Così si espresse Omobono Tenni verso Giulio Carcano, progettista della Moto Guzzi.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Correre non è da tutti. Avere la prudenza di tirare i remi in barca quando tutti son dietro, serve a mantenere il risultato, ma non a segnare nuovi record. Mollare la presa è segno di stanchezza o desiderio di farsi raggiungere per non restare soli. L'Olimpo dei vincenti ha spazio solo per chi corre, segnato dalle proprie prodezze, non dalle prudenze, distante dalla marmaglia degli inseguitori e dal pensiero omologato.

 

1 gennaio 2021. Se non altro... il 2020 è ufficialmente finito ma, se proprio vogliamo, è il 19 che a me non piace. Soprattutto quando segue altre sigle.
Si ricomincia...in attesa che l'euforia prenda a scorrere nuovamente nelle menti dei più...

 

Nessuna previsione per il mondo intero. Molte e positive per la collezione.


 

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