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2 agosto 2021. C'è chi non bada a spese e chi si accontenta di un Kriter per celebrare se stessi. Ti dovrebbero dare il green pass dei pezzenti... A quest'edizione... vai di Krug!

 

1 agosto 2021. Nel 1962 al "1st Japan International Toy Fair program", esattamente 60 anni fa, veniva presentato questo fucile spaziale da me trovato oggi ad un mercatino delle pulci nel quale ho fatto capolino soltanto alle 11.00 inoltrate. A quel momento della giornata domenicale ben poca cosa è possibile trovare dopo che, per svariate ore, hanno felicemente razziato ricercatori, collezionisti, ma anche semplici curiosi ed, in questo periodo, parecchi turisti. C'è da chiedersi se questo spaziale fosse opportunamente nascosto alla vista o se solo io do importanza ormai a questi oggetti del passato. Qualcuno potrà dire che complice è il caldo mese di agosto, inasprito nella mia città da ceneri di incendi e di vulcano che in sospensione rendono ancora più roventi questi giorni, allontanando dalle rotte dei mercatini molti appassionati, per il momento in boccheggiante ricerca di fresco. Insisto sul pensiero, ma con diversa domanda:"L'autocombustione ha disintegrato ogni interesse o è stato l'ultimo raggio cosmico emesso da questo MARS RIFLE, ormai quindi privo di pietra focaia consumata all'estremo, a renderlo poco appetibile?". Il sacro fuoco del collezionista arde ancora, non certo quello dei dolosi incendiari che, invece, non si estinguono ancora.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

 

19 luglio 2021. Il green pass e le stravaganti irregolarità logiche del comportamento umano transitano dalla noia di restare fermi sino alla paura di non sentirsi liberi. Collezionare è la soluzione che fa passare ogni malanno.

 

3 luglio 2021. Poco se mi considero, molto se mi confronto. A volte non è una questione di pezzi, nè di prezzi, piuttosto di approcci...

 

1 luglio 2021. L'affaire delle 75000 INGAP...

 

28 giugno 2021. Alla luce del ritrovamento, esiste una terza versione di Lambda Alemanni che batte berlina e torpedo per originalità di forme. Chapeau, ingegnere!

 

21 giugno 2021. San Luigi, ottavo compleanno di Olivia, inizio dell'estate e di una nuova edizione di Anguilla. Oggi non potrei dedicarmi comunque alla collezione.

 

13 giugno 2021. Aggiungo un quarto indiano a cavallo, realizzato dalla Belloni, a quelli già esistenti in collezione perchè mi ha sempre affascinato la cavalcata furiosa degli indiani, quindi non li ritengo mai pochi.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Tutti insieme danno l'idea del movimento più di quanto possa fare uno solo. In effetti lo avrei preso comunque per l'ennesima curiosità del punto di vista. Immaginando di fargli fare una capriola o comunque una caduta rocambolesca, come nei migliori film western d'epoca, guardando al di sotto del supporto che lo fa stare in piedi, ancora una volta, è riposta la storia di un altro e diverso giocattolo che non è stato riprodotto a vantaggio della realizzazione della base di questo oggetto. Si intravedono parti di una jeep militare. Sembra americana. In effetti lo sono anche gli indiani. Il periodo di realizzazione è maccartista, quando si aveva avversione per comunismo anche in senso psicologico.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Questi pellerossa invece adorano stare insieme e si dividono la scena con due scatole, più vecchie in realtà, del CACAO BONATTI, meglio noto anche come CACAO MONTEZUMA, nella versione che dovrebbe ritrarre un sovrano azteco ed invece, a mio avviso, ritrae piuttosto un ridanciano TORO SORRIDENTE. Al punto da costringere mia figlia Emma, spesso in pellegrinaggio dinanzi a questo confusionario insieme di luoghi comuni univocamente espressi con l'immagine dell'uomo pennuto, ad emettere un ancora indeciso "Uh-uh-uh!" accompagnato dal gesto di portarsi una manina alla bocca stretta e chiusa, prima di spostare gli occhi civettuoli al mio sguardo per richiederne approvazione.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Ilarità, indifferenza, corsa sfrenata, avventura, questi ed altri i riferimenti al periodo passato. Non paragonabili al periodo attuale, basato sul novaxartismo, inteso come momento di avversione nei confronti di chi non si omologa all'obbligatorietà di gregge (si badi di gregge e non di legge) che vuole unità di comportamento per risultati solo anelati che puntualmente, ancora una volta, verranno sconfessati.
La verità è che non siamo diversi dai topi di Henri Laborit e che ogni contrasto dettato dall'impossibilità di ottenere quello che vogliamo viene abbandonato con ferocia sul nostro simile senza una vera ragione che non sia quella di scaricare su altri la nostra frustazione. Basterebbe avere 100 di questi piccoli indiani perchè, se non ci si addormentasse nel contarli, si troverebbe maggior giovamento a vederli correre tutti in unica direzione. Non perciò l'uno contro l'altro. Non ciascuno per la propria. La visione corale è ancora più importante del punto di vista.

 

28 maggio 2021. Vibrazione di scatole impilate, tentennamenti di sediolini di giostre, una luce grande accesa e poi due piantane, l'oscurità diminuisce a vantaggio dei colori saturi di migliaia di oggetti che si tengono compagnia nel cuore della stanza dei giochi e riprendono forma agli occhi di chi li scruta... un balzo, una serie di sgambate non sempre regolari ed ancora molto marcati tonfi di piedi pesanti drizzano spediti verso la vetrina degli orsi.
Capitan Uncino, Teddy the Typist Bear e Fox The Magician si tengono compagnia impauriti ed immobili. I vari Musical Marching Bear nelle versioni biondo, bruno e a pelo rosso vorrebbero trombettare e battere i tamburi. Lo Sleeping Baby Bear non udrà mai la sveglia posta sopra il letto, nè tanto meno l'Accordion Bear posto di fianco con il grande microfono portapile. Restano immobili tutti ed attendono di sapere chi sia il prescelto. Ancora una volta finisce per terra un wind'up che riprende vita al sordo e cupo tonfo di corpo che al moto di caduta libera preferisce operare tramite un ruzzolone, per via della botte su cui l'orso è posizionato e che va a sbattere contro ciò che incontra. Rimane per terra coricato e si dimena, dinoccolandosi al ritmo del "plen plen" che il meccanismo fa scaturire dall'interno, simulando il suono armonico della chitarrina imbracciata.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Man mano che la molla scarica il proprio vigore, il suono si fa sempre più lieve. Gli occhi di Emma si chiudono pian pianino e la bimba si appoggia sulla gamba di "Papo", ordinando con il suo silenzio di essere portata a letto. Raccolta tra le braccia del genitore viene portata per la stanza secondo un perfetto rito di conclusione: spenta una piantana, spenta la seconda e la grande luce a seguire, ritorna il buio. Orso non riprendere vita! Non adesso e neanche quando sarà stata varcata la soglia della stanza da notte. Avrai tempo per lamentarti in occasione della Tua prossima sicura caduta dall'alto. Sei il prescelto degli ultimi 7 giorni. I battery operated ti amano già e la piccola Emma non ti disprezza. Tasta il Tuo valore ed il Tuo "peso". La Tua statura morale quale arte musicale inespressa.

 

18 maggio 2021. Esattamente un anno fa, ricominciava la corsa sfrenata dopo il primo lockdown. Un'intera estate di abbandono prima delle varie ondate di ritorno alle censure di vita. Ma l'indole alla corsa è dell'uomo... e basta un soffio perchè il movimento riprenda.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Nei primi anni del secolo scorso molte "Corse di automobili" erano in voga. Poche sopravvissero ai tempi ed alle mode. E non era chiaro per tutti come avvenissero... per questo motivo l'interpretazione di questo gioco deve tener conto dell'impossibilità di conoscere dal vero le dinamiche delle vere corse automobilistiche; delle realizzazioni dei giocattoli del tempo: quelle per bambini e quelle per adulti; dell'epoca in cui tutto ciò avveniva; della percezione della libertà e dell'uso del proprio tempo.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Questa "Corsa di automobili" è costituita da una scatola in cartone che conteneva all'interno due auto in latta della grandezza di pennytoys, sormontati da girandole; gettoni con vari valori; costruzioni in cartone che andavano posizionate su una tavola di gioco a tessere numerate con immagini che riguardavano la corsa o il freno, per incidenti, di auto. Inoltre il contenuto era completato da due cannucce di vetro corrugato che, tramite il dosato soffio dei concorrenti, consentiva lo spostamento delle auto ed il guadagno degli importi necessari per raggiungere lo scopo del gioco: un obiettivo economico predeterminato dai partecipanti.
Il gioco da tavola è di derivazione squisitamente francese e, per l'obiettivo economico, era giocabile in salotto anche e sicuramente da adulti.
CONTINUA

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

16 maggio 2021. Ma il punto di vista, solo dall'alto, rischia di lasciare indietro qualcosa...

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Stavolta non è stato necessario smontare niente. Il fondino dell'auto era stato stampato dal lato visibile. Non si tratta di un residuo di lavorazione di altra ditta, ma degli stessi stampati dei sonaglini con le immagini del corriere dei piccoli, usate da A.M.BO. L'effetto di questo CICCIO perfettamente centrato per quanto non voluto, è meraviglioso. Quest'auto sarà esposta sicuramente sempre capovolta, come se avesse preso un calcio dalla mula CHECCA.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

12 maggio 2021. E' arrivato l'emisfero superiore!

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

9 maggio 2021. Tutti chiusi in casa! Scegliete voi se per ipocondria, per prudenza, per cautela da dopovaccino, o solo per paura che un razzo cinese vi cada sulla testa. Come per ogni occasionale e ripetuto passaggio di cometa, meteorite o sciame di pulviscolo cosmico, la superstizione colpirà puntualmente i bambini e tutti coloro i quali non sanno in che mondo vivono. Non certo i terrapiattisti. Ma tutti gli altri che non hanno che una visione di questo pianeta. Quando i punti di vista sono in realtà tanti ed uno di questi è stato già predetto come il prestabilito. Guardate questi mondi. Chiunque può vedere il mondo dal proprio punto d'appoggio e dargli piena centralità. Per questo non si potrà mai avere come punto di vista l'Oceano Indiano. Eppure è andata così. Il razzo è tratto.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

2 maggio 2021. Lo show business non ha niente a che vedere con la passione dei propri ideali, a meno che le due cose non coincidano. Quando ci sono ideali di rispetto triangolare, non c'è business. Con pochi atti delatori riusciranno a spegnere ancora di più le coscienze, condannando la delazione che ne ha fatto scaturire i rumors.

 

26 aprile 2021. Alla liberazione segue sempre l'incatenamento.

 

19 aprile 2021. A quanti parlano e straparlano di SUPERLIGA farei leggere il mio pezzo del 3 gennaio 2017. In esso descrivo una bellissima scatola dei Biscuits Delta a tema calcistico; in realtà però racconto anche come si addivenne alla composizione di una grande scissione avvenuta nel campionato del 1921-22 tra la novella C.C.I. (Confederazione Calcistica Italiana), in contrapposizione a quello da sempre organizzato invece dalla F.I.G.C. con tutte le squadre restanti. La risoluzione del problema fu chiamata compromesso Colombo dal nome di quell'Emilio Colombo, direttore della Gazzetta dello Sport di allora, che favorì, come sempre avviene, la vittoria della richiesta delle grandi società calcistiche. Il popolo italiano si barcamena meglio nel sentirsi allenatore. Poichè l'attesa del vaccino è essa stessa vaccino, ricomincino le orde degli scommettitori ad occuparsi dei vecchi temi oppiacei a tutti cari. Quelli che Sofia Loren in una sua famosa gaffe su chi le chiedeva che sport facessero i propri figli, disse seraficamente che non praticavano il calcio perchè "sport della pedata". Vedo in questo buio la luce d'uscita dal tunnel (inteso come Stadio Box, ben inteso!).

 

18 aprile 2021. SEDAN LEHMANN. Un oggetto modesto e molto comune della produzione Lehmann. Ma potevo lasciarla andare? Conservata per decenni in un garage e saltata fuori in pieno 2021. Sarà più pericolosa la polvere depositata in tanti anni, che fuoriuscirà per gli scuotimenti, o il virus volatile che può aver aderito alla superficie? Per non sbagliare appuntamento in grande piazza e consegna con le dovute cautele. Per parafrasare un famoso detto di Nico Cereghini: "Mascherina ben allacciata e occhi sempre aperti!"

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

17 aprile 2021. L'impatto e le fattezze complessive sono di un gioco tedesco che ritrae un velivolo possibilmente anche francese. Dai dettagli la ruota ricorda quelle dei modelli dell'italiana LAC Alemanni di Casalpusterlengo, che copiava però dai penny toys delle tedesche Meier e Distler. Ma il mozzo copriruota è più grande, come Distler. La presenza di più saldature, la chiave ed il meccanismo del movimento sono molto poco italiani. Dubbi però sul tricolore della lito che ci riporta in area spaghetti e mandolino. Ale, dobbiamo studiarlo ancora di più, ovviamente dopo le doverose attese di quarantena...

 

16 aprile 2021. Nulla può la ragione contro la malafede dell'ignorante. In teoria anche contro la sola malafede. Ma quando c'è pure l'ignoranza, non bastano argomentazioni lucide e offerte superiori alle migliori valutazioni dei record. La passione è una brutta bestia quando il contraltare è un obiettivo economico indefinibile. In compenso il mare è tanto grande che non vale la pena inseguire un branco di sardine con un fuoribordo da corsa. Ci sono tante cose ancora da vedere e conoscere. Mi dispiace per chi mi ha negato la possibilità di comprare varianti importanti per il proseguo del mio racconto sui giocattoli. Un altro temporaneo fermo che impedirà ancora per un po' ragionamenti su Autopolino Ingap ed altro. Ma chi me l'ha negato è il Franti di cui parlavo alla fine dei miei pensieri del 2 aprile scorso. Per evitare equivoci perciò desidero precisare che in quelle considerazioni cercavo l'icona in lamiera, non un laconico fabbro.

 

15 aprile 2021. Ancora una volta giocattoli Gunthermann, modelli vari della Gordon Bennet e della Blue Bird, come se piovessero offerti nelle ultime settimane da un solo venditore con le immagini desunte da aste internazionali scadute già da parecchi anni. Non è tanto l'imprudenza, quanto l'insistenza e la reiterazione. Dopo le aggiudicazioni, per non consegnare oggetti inesistenti il venditore accampa le scuse che neanche più un bambino ha il coraggio di esprimere: vengono a mancare così fratelli mai nati, si acuiscono fratture per divisioni ereditarie da sistemare di somma urgenza tra le rocce Corse, si propongono pagamenti brevi manu a badanti rumene in piazze pubbliche di città lontanissime. Paradigmatici comportamenti sono propri di chi non dispone di ciò che propone. Insomma ogni scusa è buona per non consegnare ciò che non esiste. Neanche "un Murdoch, una Miss Daisy, un Mike Tyson, un paio di Joker e un Dennis Rodman... per non parlare della migliore Ella Fitzgerald della storia" tutti insieme, riuscirebbero a fare tanto danno. La pandemia sta avvantaggiando ogni sottogenere di approfittatore.

 

14 aprile 2021. A mediare i dispiaceri questo bell'aeroplano INGAP 213 A.I.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

13 aprile 2021. Poi capita anche che entro un raggio d'azione più piccolo, si smuovano situazioni appartenenti alla prima specie dell'aspettativa, quella della irrefrenabile speranza di completare qualche tassello. Senza preghiere, senza riti vudù, un amico lontano ti fa da tramite e ti invia nuove opportunità di crescita, con un semplice link anticipato da un trillio di telefono diverso dai soliti che non passa inosservato. Domani l'esito?

 

12 aprile 2021. Ricevo una telefonata che mi propone, quasi impone, di correre verso una destinazione in piena zona rossa per acquistare un'intera vetrina di giocattoli INGAP. Poichè ciò non accade tutti i giorni, neanche tutti mesi, e neanche tutti gli anni direi pure... già i ragionamenti si facevano pressanti circa l'opportunità di spostarmi senza avere comprovate necessità lavorative da certificare qualora qualcuno mi avesse chiesto perchè ero così lontano da casa.
Cosa può fare un collezionista che vive in simbiosi con la propria collezione, ma non la usa per lavoro, cioè non ne fa mezzo per trarne sostentamento, ma magari piuttoto per vivere, secondo una accezione più completa del significato?
Si aprivano risvolti che rendevano davvero difficile pensare di spostarsi senza assumersi gravose responsabilità nel caso di essere soggetti a controllo. Ma, d'altro canto, quello che mi si prospettava di acquistare, in tempi di restrizioni alla libera circolazione, era talmente tanto grande da crearmi quantomeno dei dubbi. Mi ero perciò già attivato per trovare almeno un amico che si trovasse nella zona designata e che potesse sostituirsi a me per prendere quello che ritenevo essere un "grande tesoro" senza averlo visto.
Difetto tipico di ogni collezionista è quello di fantasticare ben oltre il limite del possibile su ciò che si prospetta di acquistare al buio. L'ingrato ruolo del nostro organismo è poi quello di rilasciare dopamine ad ogni scatto di fantasia che si instilli nel cervello. Tutto quel ragionamento stava anche rischiando di essere dose fatale.
Come sempre è stato il destino ad esprimersi compiutamente, permettendomi di non compiere azzardi. Ciò che mi si prometteva di acquistare sulla base di una descrizione potente, ma non corrispondente a verità, era qualitativamente molto al di sotto della peggiore aspettativa che si voglia evitare. Si trattava infatti della raccolta compulsiva di un vecchio divorziato che cercava, in ogni cosa ed in ogni dove, l'opportunità di rivendicare capacità selettive che non gli erano mai appartenute. Per questo quel che residuava della sua famiglia decideva di dar via velocemente. Un ammasso di oggetti inutili trovati per somma di eventi fortuiti e non per scelta puntuale, quindi non frutto di ricerca, nè di analisi, figuriamoci di sintesi!
Da qui lo spunto per la biforcazione tra l'eterna speranza e la più solita dannata rispondenza di eventi. La prima è costituita dalla possibilità di venire in possesso di un'insieme di oggetti che siano appartenuti originariamente ad una sola persona e nel periodo coevo della realizzazione degli stessi: più semplicemente, i giocattoli del bambino. La seconda puntuale evenienza è costituita invece dal trovare un ammasso di oggetti senza criterio nè qualità che avviliscono ancora di più quando in essi ti imbatti, ancora una volta: più semplicemente, i giocattoli di adulti impreparati ed incapaci di selezionare.
Insomma nessuno spostamento di sorta ai limiti di legge. La crescita è continuata con l'assenza d'acquisto. Ancora una volta le cose belle erano già a casa.

 

6 aprile 2021. Ootah, Seegloo, Egingway, e Ooqueah. Non sono versi senza senso, nè nomi di nuovi virus, nè ancora di vaccini. Sono i nomi dei quattro Inuit che, in questo stesso giorno dell'anno 1909, seguendo la spedizione diretta dallo statunitense Robert Edwin Peary insieme con il suo assistente Matthew A. Henson, raggiunsero per la prima volta il polo Nord geografico. Tralasciando gli aspetti circa l'effettivo arrivo dell'esploratore nel punto esatto in cui insiste l'estremo geografico e volendo non dar credito, invertendo il senso del beneficio del dubbio, al suggerimento dello storico Fergus Fleming che, nel sul libro Ninety Degrees North, ha valutato che occorressero ancora 20 miglia per compiere la storica impresa, una famosa ditta tedesca, usa a celebrare gli eventi di tal importanza basandosi sui racconti giornalistici e non sui riscontri pratici, ne realizzò una versione giocattolo. Di fatto dando pieno credito al successo decantato da quel Peary che grazie a questo evento divenne ammiraglio. Fu così che la Lehmann, adattando le forme di un'automobile del nuovo secolo, modificando la litografia dei personaggi e della copertura superiore, diede nuova veste al gioco già brevettato dalla stessa azienda, realizzando un esemplare ancora più curioso. Se si pensa che l'esploratore si era avvalso nella corsa verso il polo di slitte trainate da 40 cani, l'effetto della corsa in mezzo ai ghiacci non poteva essere di poco conto. Ma anche un'auto a tre ruote con signori impellicciati non è in fondo così consueta, nè per l'epoca odierna, nè per quella dell'evento. Specie se a fungere da copertura non è più un ombrello tondo a strisce rosse e bianche del gioco originario, denominato New Century Cicle, quanto piuttosto la parte sommitale di una calotta che ricorda un mappamondo, perchè di questo si tratta dell'emisfero superiore che riporta, senza dubbi alcuni, il punto agognato. Che Peary abbia compiuto o meno l'impresa, qui poco importa. L'arditezza di una simile avventura veniva riprodotta e celebrata in un oggetto ludico. Questo per me è più importante. Il gioco ebbe molta diffusione, ma in misura inferiore al triciclo da cui derivava, e trovarne un esemplare in perfette condizioni di conservazione ai giorni nostri, soprattutto con l'ancora più rara scatola originale è impresa altrettanto difficile. Da febbraio sono al corrente di un modello in perfette condizioni. Penso che per maggio arriverà a casa. Questioni di gestazione della trattativa. Non credo di aver vissuto le tribolazioni di Peary per raggiungere l'obiettivo. Ma sicuramente è stata un'impresa pervenire all'informazione di dove si trovasse, tanto da vivere con maggior piacere la celebrazione all'arrivo. Mi dispiace aver saltato la data di oggi! Forse indizio che, all'epoca, il polo Nord non era ancora stato effettivamente raggiunto.

 

5 aprile 2021. Via verso nuove avventure... per comprovate esigenze collezionistiche.

 

2 aprile 2021. Oggi la collezione si arricchisce materialmente del "Tamburino Sardo". Non ho avuto parole per definirlo negli scorsi giorni. Ho usato quelle in lingua tedesca della musica che stavo ascoltando quando l’ho scoperto, anzi riscoperto, poiché c’era già stata un’occasione per tutti di acquistarlo. Nelle fasi terminali della trattativa, ho usato la lingua inglese, memore di un ragionamento sul silenzio che deve essere rotto per essere elemento preponderante della vita. C’è riscatto nella risposta. Infine, ad accordo raggiunto, ho usato quelle stesse che Edmondo De Amicis mise in bocca al capitano che aveva dato ordine al giovane piccolo tamburino, di viso bruno olivastro, con due occhietti neri e profondi, che scintillavano, di divorare la china e dare il biglietto al primo ufficiale che avesse visto. La successione degli stati d'animo si è completata con l’arrivo di oggi. Adesso che l'ho dinanzi posso fare tutte le altre considerazioni che il soldatino dell'esercito piemontese mi offre.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 


Superato l’impeto del piacere del ritrovamento non mi esprimo nel senso di affermare che si tratti in assoluto del primo giocattolo realizzato dalla ditta che si firmava BELL. La Belloni, però, è azienda italiana che nasce nel 1919, quindi esattamente dopo la fine della grande guerra. Il tamburino sardo aveva ancora una grossa presa nell’immaginario collettivo e moltissimi “fortunati” che furono restituiti dalle trincee, da mutilati, come il tamburino, si ripresero la loro vita o ciò che ne restava. Erano del 1911 e del 1915 due realizzazioni cinematografiche di questa storia, entrambe con lo stesso titolo. Chi guardava e sceglieva di acquistare, all’epoca della fabbricazione, questo giocattolo aveva una visione d’insieme che era ben diversa da quella che si può avere adesso. Ogni tempo ha i suoi eroi. La revisione critica serve per comprendere quali continuino ad esserlo e quali non appariranno tali, se i valori fondanti del loro operato non sono più comprensibili ai più. Pertanto quando il senso di Patria dalla nazionale di calcio, dal compianto Paolo Rossi in poi, devia il flusso d’aria verso una competitiva ma solo seconda Luna Rossa. Quando l’importanza di partecipare supera l’ottenimento dei risultati. In tempi grami, di zona rossa, come quello che stiamo vivendo la visione delle proprie aspettative non supera le ore di luce della giornata. Questo personaggio oggi non desta l’attenzione di nessuno, neanche del collezionista. Dell’italico medio collezionista, intendo.
Ma torniamo a parlare del TAMBURINO SARDO della Bell e non del personaggio di “Cuore”. Gioca in senso opposto ad una attribuzione vicina alle prime produzioni la somiglianza con un altro raro giocattolo realizzato da questa ditta: il MICKEY MOUSE DRUMMER. Per forza di cose il giocattolo disneyano in Italia non può essere antecedente al 1930, anno in cui la Nerbini pubblica il primo fumetto di Topolino, destinato ad un grandissimo successo; Mickey Mouse nasce comunque nel 1928 e poco cambia qualora un avveduto industriale avesse deciso di realizzarne copia con qualche anno d’anticipo rispetto alla scoperta italiana, cosa che ritengo pressoché impossibile. Il meccanismo posto sulle spalle è identico in entrambi i giocattoli. La litografia del soldatino è però molto più vecchia, per cui resto dell'idea che questo giocattolo preceda sicuramente il MICKEY MOUSE e sia raro, pressoché unico quasi, perché fa parte delle prime produzioni di una ditta che non ha avuto per tutto il ventennio la forza produttiva dell’Industria Nazionale Giocattoli Automatici Padova, pur realizzando anch’essa parecchi bei giocattoli.
Identificato il periodo storico di realizzazione, prese già le opportune distanze dal punto di vista odierno riguardo a questo manufatto, tocca adesso fare almeno un'analisi semplice del personaggio ritratto: un soldato ottocentesco che suona il tamburo. La divisa non presenta i toni del verde militare già propri del periodo del regime fascista, quanto piuttosto dell'azzurro con sfumature di celeste, proprie della divisa piemontese. E’ comunque presente un dettaglio che pone il soldato in un periodo successivo al 1871, anno in cui vengono introdotte nell’allestimento delle divise l’applicazione delle stellette al bavero. Ma questo a mio avviso è un errore di chi realizzò la litografia del figurino, non documentandosi a sufficienza. Capitava anche all’epoca. La scritta “TAMBURINO SARDO” sotto le ghette degli stivali, alla base, resta inequivocabile.
Non si tratta perciò di suggestioni o di forzature. Questo personaggio è chi dice di essere e rappresenta un valore aggiunto nella mia collezione perché non rappresenta solo un momento storico passato; il tamburino è, anche ed innanzitutto, un eroe del Risorgimento, precisamente della Prima Guerra d’Indipendenza, così come voluto nell’adattamento dei racconti mensili per più piccoli voluto da Edmondo De Amicis.
Fa parte della categoria dei soggetti rivelatori del non comune superamento del possibile a favore dell’impossibile. In quanto fedele riferimento all’incline sentimentalismo commosso deamicisiano verso un ordine costituito da salvaguardare, il tamburino supera ogni aspettativa di parte, perché sublima nell’atto di eroismo che gli fa perdere una gamba. Anche il giocattolo, nella sua esilità ed instabilità, tende a cadere pur avendo entrambe le gambe. Non poteva non averle poiché destinato ai bambini. Lirico quindi l’aspetto di un personaggio che è eroe prima ancora di aver compiuto il gesto che lo trasformerà definitivamente.
Secondo solo al personaggio di Franti, amplificando gli orizzonti della visione di Umberto Eco che ne fece l’elogio per la possibilità di un ordine diverso, che è il disordine degli atteggiamenti del disadattato, che poi sparisce nell'opera stessa perchè maldigerito dallo stesso scrittore. Tale personaggio non avrebbe mai avuto l’onore di essere raffigurato né da Belloni, né da altri industriali italiani del ludico. Come tutti troppo chini al precostituito imperante, laddove non spiri un vento diverso cui chinarsi nuovamente. Questo spunto critico è chiave di lettura in base al periodo storico. Del maieuta di una diversa società possibile adesso sono alla ricerca. Sarebbe un prototipo.

CONTINUA...

 

25 marzo 2021. "Io non sono che un capitano; tu sei un eroe." EDMONDO DE AMICIS

 

24 marzo 2021. "Silence is all we dread. There's Ransom in a Voice - But Silence is Infinity. Himself have not a face." EMILY DICKINSON

 

23 marzo 2021. "Wir sind schon sehr lang zusammen. Dein Atem kalt, das Herz in flammen." RAMMSTEIN

 

19 marzo 2021. Tutto quello che ci hanno insegnato non vale più niente. Non esistono persone con capelli normali. Non è politicamente corretto pensare di un presidente di un grande stato che sia un killer senza aspettarsi che lo stesso ti auguri tanta salute. Le macchine elettriche hanno già emesso tutta la CO2 che ci vuole per fare un pieno prima ancora di mettersi in moto. I diversamente abili nella quotidianità del precovid sono ancor più diversamente abili nella pandemia. Quello che pensa un comune mortale è quello che determina un intero comitato tecnico scientifico. Le sigarette elettroniche fanno tendenza ed una fabbrica di pipe non può essere gentile con l'ambiente. Forse quest'ultima affermazione si può smentire con un'immagine.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

17 marzo 2021. Che sia la soluzione?

Da un'idea di Giovanfranco di Giunta, una rivisitazione di Fabrizio Pace

 

16 marzo 2021. La battaglia di Anghiari, la copertura del Vasari, la riscoperta di Encinitas, l'opposizione intelligente al COVID.
Ad Encinitas in California, l'azienda Queen Eileen's, nelle fasi di ristrutturazione del proprio locale di vendita ha avuto una grande fortuna. Un evento che costituirà per molti anni a venire una tappa obbligata per gli amanti dei murales d'epoca.
Ben lontano dal capolavoro perduto di Leonardo da Vinci presso Palazzo Vecchio che, per recenti studi, potrebbe essere, alla stessa stregua di quanto mostro sotto, ma con 500 anni in più di storia sulle spalle, conservato dietro una cavità sospetta della parete ad oriente della Sala del Consiglio; il ritrovamento di questo Sprite, testimonial della Coca Cola, dietro una parete a destra dell'entrata del negozio americano, oltre che costituire testimonianza di un certo tipo di grafica della "vecchia scuola", è d'impatto più di qualsiasi ricercato effetto vintage, perchè da tempo celato alla memoria e reso nuovamente disponibile con splendidi colori saturi.
La riflessione immediata va al concetto di vecchio e di nuovo. Alla riscoperta del bello grazie al tempo dilatato che la pandemia ha consentito di vivere. La lentezza non è spreco nella consapevolezza della diversa marcia. Una sorta di rilassamento quantistico, un attraversamento di un buco nero che ha fermato tutto intorno a noi ed ha consentito a chi voleva rimodularsi di favorire l'avvicinamento del prima col dopo.
Per il tramite di un muro che cade, l'apertura al successo, al progresso, alla voglia di ripartire è prossima. Ma ogni muro aperto è una breccia e la porta, si sa, deve essere ben collocata per consentire un'accesso ampio e comodo, nel contempo ben difesa per far giungere oltre solo chi merita di esistere nel nuovo mondo.
Complimenti agli scopritori! Un evento caro agli amanti della bellezza, quella attività così precipua che va poi sviluppata ed implementata con le sole proprie forze, con i soli propri occhi.

Foto acquisita dal web

 

15 marzo 2021. La Moto Guzzi ha 100 anni!

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

11 marzo 2021. Scytharum solitudines.

 

10 marzo 2021. Adfirmanti incumbit probatio.

 

9 marzo 2021. Alcune settimane fa la professoressa Ilaria Capua si è così espressa in termini drastici: «...Covid, è come se in Italia avessimo un incidente aereo al giorno». La frase, non originale, in realtà era già stata recepita dai social e dai vignettisti, con più formule. La cronaca di un numero giornaliero sempre diverso, ma ultracentenario, lascia indifferente chi lo ascolta. Un numero resta un numero se non ci sono coinvolgimenti più personali. Sostanzialmente la difficoltà di recepire la gravità deve essere accompagnata da una immagine metaforica. La virologa Capua l'ha ricondotta ad una frase. Il vignettista Natangelo ad un disegno di un aereo civile in picchiata. Ieri abbiamo però superato il numero complessivo di centomila decessi; per cui la rotondità del numero adesso fa forse più impressione. Non lo farà una foto di una catasta di giocattoli. Ma spero mantenga aperto il dibattito circa il fatto che ognuno di noi vede solo ciò che vuole. Io non vedo solo giocattoli.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

8 marzo 2021. Festa della donna o giornata internazionale della donna? Qualunque sintesi vogliate dare al giorno, cercate la bellezza del gesto più semplice e quotidiano per far si che questo giorno sia come ogni altro dell'anno in un continuum che prescinde dalle inutilità della celebrazione saltuaria per arrivare all'anima. Il misogino è accecato dall'ego. Il femminicida non è mai stato un uomo. Ogni essere di questo mondo è stato generato da una donna.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

  Lo stesso dolce profumo inebria ogni mia giornata.

 

7 marzo 2021. Abbindolare i fanciulli con gli astragali e gli uomini con i giuramenti. Gli allocchi con i mercatini dei gruppi di Facebook.

 

2 marzo 2021. A poca distanza di tempo dall'uscita del libro "STORIA IN SCATOLA" a cura di Federica Nurchis e Leonardo Ponti, desidero qui sotto fare una piccolissima recensione basata non su parti del contenuto, che invito tutti a leggere quanto prima, ma su ciò che ne ha ispirato la realizzazione.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

In questo libro la forza dei idee, quindi dei contenuti, è superiore a quella dei contenitori che fanno da protagonisti dello studio. Il senso che do all'importanza di questa pubblicazione è che oltre ad avere avuto un grande buon gusto nella scelta delle scatole che sono fatte oggetto di una precisa chiave di lettura del vecchio regime e del popolo italiano che viene aspirato e proiettato in una dimensione nella quale non avrebbe che potuto ricadere per forza di cose; nel contempo questo testo ha preferito dare spazio ad oggetti non necessariamente perfetti ma che, nella apparente incompletezza determinabile da una sola altrettanto apparente perfezione, dimostravano su di essi i segni del passaggio della storia. In senso di completamento alla prima informazione che riescono a dare i libri che espongono l'insieme di grandi ed importantissime collezioni, che spesso non possono che rappresentare l'equivalente di altrettanto grandi album di figurine dove si vede molto (giammai tutto!) ma senza spiegazioni che aprano la mente, ben vengano sempre stimoli importanti per comprendere meglio perchè preferire un filone di racconto alla raccolta "indifferenziata" di manufatti splendidi, ma assolutamente cloni gli uni degli altri. Inutili se non accompagnati dal senso della propria ricerca personale. Questo libro da spunti verso una direzione molto interessante, tra le tante percorribili.
Anche perchè ricercare il bello in questo mondo di latta è facile. Una scatola non bella, non aiutava a vendere. Non ha costituito il successo per l'epoca in cui fu realizzato e, nelle more della rivitalizzazione operata dal collezionista, continua a non essere interessante e ricercata, a meno che non subentri la scintilla del sapere e della ricerca.
Quindi un gusto estetico proiettato nel positivo era un po' in tutto ciò che è stato realizzato per svariati decenni dalle grandi aziende come Metalgraf, Passero e Monfalcone, De Andreis e via discorrendo per le grandi aziende dolciarie, di birra e di petrolio, per citare i generi più alla moda nella ricerca del collezionista attuale. Ben inteso che di bellezza nella grafica se ne trova per qualsiasi genere si possa pensare. Ma, appunto, occorre "pensare" e la tesi ben espressa dagli autori riesce a dare spunti per non contemplare solo il bello fine a se stesso, ma per vedere ciò che lo stesso cela dietro una immagine che dice più di quello che i raccoglitori di figurine riusciranno mai a mostrare: lo spirito vitale contenuto in freddi contenitori. La distanza, la forbice, perchè non appaiano come tali anche i loro possessori.

 

 

18 febbraio 2021. Raggio di sole oggi compie un anno.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

16 febbraio 2021. Il vulcano Etna, alle pendici del quale vivo, questo pomeriggio fa sentire tutta la Sua energia regalandoci un tramonto di fuoco causato dalla rifrazione dei raggi solari al di sotto della nube di cenere e piccole estrusioni friabili, facilmente sgretolabili sotto i piedi, che si è poi abbattuta sulla mia città e nei paesini circostanti dopo pochi minuti, per buona parte della sera.
Dinanzi a questa nuova destabilizzante "variante", al calduccio di casa, ho approfondito in serata la conoscenza di una insolita Marchesini che pubblico qui sotto.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

La peculiarità è sempre nascosta per chi non ha occhi. Innanzitutto non esattamente comune in questa versione non litografata. Purtroppo mancante della targa posteriore e della mascherina che ne avrebbe consentito una puntuale identificazione dell'anno di nascita. Verosimilmente risalente ai primissimi anni '50, per ragione delle ruote in latta e della linea filante dei modelli convertibile che spadroneggiavano alla fine degli anni 40 e nei primi anni della decade successiva.
Con questo giocattolo di fabbricazione bolognese ho anche acquistato una torpedo Cardini, con targa 38-1927, che è attualmente ancora in fase di studio perchè singolare, nella sua mostruosa diversità.
Ma torniamo alla Marchesini. La necessità di aprirla è dipesa dal fatto che il lamierino che costituisce il sedile era incastrato in avanti, sotto la scocca, con tale violenza e pressione da risultare impossibile il recupero con piccoli leveraggi o accrocchi che ne consentissero la rimozione rapida ed indolore.
La sorpresa, in parte già annunciata dalla mancanza della poltrona di seduta nell'alloggio naturale, si è presentata in tutta la sua nitidezza allo smontaggio.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Chi mangia pane e latta, sa bene che spesso è facile scorgere sul lato oscuro del lamierino litografato o verniciato tracce di una precedente stampa non portata al suo naturale uso. Non era fenomeno inconsueto infatti, soprattutto per giocattoli destinati a bambini, l'utilizzo di materiali di scarto provenienti da altre lavorazioni industriali.
In questo caso, si evince che la latta utilizzata proveniva da scarti di lavorazione di una azienda americana di birra. Con il racconto di ieri perciò andiamo a braccetto, a così stretto contatto, da farmi pensare che non tutto succede per caso, ma la ricerca ha dei filoni che possono collimare tutti insieme appassionatamente verso una narrazione comune. Le marche di birra di questi due esempi appartengono a due mondi differenti per grandezza ed importanza e, aggiungo, per penetrazione nel mercato.
Delle due aziende, l'americana poteva avere preso piede anche in Italia, al punto che lo scarto di lavorazione finiva poi alla Marchesini, se si esclude l'ipotesi che le latte che costituivano il rivestimento dei giocattoli venissero acquistate negli Stati Uniti. L'altra azienda, l'effimero birrifico di Cavalese, non era uscita (almeno per aspetti di marketing) dalla regione Trentino e limitrofe.
Certo è che anche la bottiglia di Namar Premium Beer avrebbe potuto rinfrescare un collezionista italiano alla stessa stregua di come può per un americano, stando alle attuali valutazioni di questa rara "can" cilindrica, che pare abbia avuto vita molto breve con questa lito e in questo formato.  

Foto dal WEB.

 

15 febbraio 2021. Da un post di Michele Airoldi, autorità indiscussa nella storia del racconto della breweriana italiana, pubblico l'immagine di questa singolare scatola realizzata con oggetti di riciclo che fanno molto piacere al collezionista e che, nel contempo, lo fanno anche e soprattutto disperare.
Si tratta di un manufatto realizzato con targhe pubblicitarie della BIRRA di Fontanelle di Cavalese. A memoria di collezionista, non esiste ancora una di queste insegne in perfetto stato. Per realizzare questo box (chissà quale prezioso contenuto può aver avuto per il committente!) ne sono state utilizzate ben 3!

Foto dall'archivio di Michele Airoldi

 


Mi sorge spontanea un'associazione di idee legata al ricordo che mi trasmise tempo fa il caro amico palermitano Luigi. Serve per rendere ancora più comprensibile lo stato d'animo che può generarsi nella mente del collezionista che si immagina di essere presente dinanzi allo "stagnino", cioè all'artigiano che compì i tagli e le saldature di questo oggetto destinato ad un uso comune, avvalendosi però di ciò che nel tempo sarebbe divenuto preziosissimo per uno sparuto centinaio di amatori della pubblicità di birra, delle case scomparse soprattutto.
Luigi aveva comprato un bel servizio da tavola di Meissen d'alta epoca, in condizioni eccellenti di conservazione di lucentezza della porcellana. A natale di qualche anno addietro decise di utilizzarlo per il Pranzo del 25 con tutta la Sua famiglia. Dopo un incedere lento e sicuro dei primi piatti, arrivati al secondo piatto, il primo stridio di coltello che, affondando e superando l'arrosto di carne, si scontrava contro lo smalto costituì ed ancora costituisce, nel suo ricordo, nella mia esperienza traslata, in quella del collezionista che torna alla prefigurazione della scena del taglio delle lamiere della BIRRA delle Fontanelle, l'attimo ignominioso, l'eterna tragedia, la sospensione del culmine della disperazione per un gesto tanto gratuito quanto evitabile.
Cosa resta? Del Natale di Luigi permane il ricordo della bella giornata di comunione e condivisione dello stare in famiglia, evento che lo scorso anno quasi tutto il mondo civile ha rinunciato a svolgere nella normalità. Della Birra di Cavalese permane ugualmente un ricordo di comunione di lamiere. Quando assembramento diviene eufonicamente simile ad assemblaggio. Una bella variante di collezione non inglese, non brasiliana. Una variante che fa male, ma che si può superare.

 

5 febbraio 2021. Difficile pensare che cambierà lo stato d'animo di chi ha vissuto un passato spensierato. La pandemia abbassa la cresta a tutti, quasi tutti. Ma le buone maniere sono comunque d'altri tempi.
Oggi Torino ha subito una ripulita degli homeless che bivaccano sotto i portici. Il fatto si è svolto non molto distante dalla Piazza San Carlo che ritrae, in questo fotomontaggio pubblicitario d'epoca, una corriera della Cardini nella versione DE COSTER, dall'aspetto molto realistico.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Sul retro di questa cartolina è un prestampato d'epoca di rara cortesia per i giorni attuali. Viaggiata, risale al 1935 e così reca: "Ci pregiamo avvertire che a giorni sarà da Voi il nostro sig. G. Julini per commissioni ed incassi. Fiduciosi che gli vorrete serbare buona accoglienza, con tutta stima Vi salutiamo. EDMONDO DE COSTER & C."
Senza intenti sarcastici, penso che un avviso di tal fatta nel periodo attuale verrebbe accolto e salutato in modo molto diverso. Forse l'unico caso in cui si rispetterebbe ampiamente il distanziamento.

 

4 febbraio 2021. Ricevuto solo oggi questo pubblicitario in latta della "Prager & Lojda" di Berlino. Preso lo scorso 31 gennaio nell'occasione in cui i collezionisti del gruppo di "Ricordi di latta" di Fb, come ogni mese almeno una volta, cedono ciò di cui desiderano disfarsi. Raramente vengono proposte belle cose. Ma gli oggetti più brutti della collezione di Filippo sono sempre comunque bellissimi e proposti ad onestissimi prezzi. Non ho potuto rinunciare. Amore a primo sguardo.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Mi ha colpito il fatto che questo oggetto pubblicitario provenisse da Firenze. Non solo la città di "Forza e calore. Al regno dell'elettricità." Da Firenze proviene quell'ex sindaco che, a parere dei più per mero scopo di potere personale, lo scorso 13 gennaio, si è oscurato da se. Facendo cadere il governo dei ristori, ha determinato la creazione del prossimo Governo, declamato politico dai perdenti che ne vedranno sorgere invece uno delle istituzioni. Speriamo anche tecnico oltre la migliore delle aspettative represse. Nuovi illuminati si potranno così occupare di RiSCALDAMENTO e MOTORI, e di tutto quanto ciò che un RECOVERY FUND necessiterà ancora.
Singolare anche la strada in cui si trovava questa azienda. Al numero 1 di Via Speziali, la porzione del vecchio decumano romano che da Via del Corso porta a piazza della Repubblica. Una strada da percorrere necessariamente per raggiungere l'ombelico della civis.
Speziali erano poi i rappresentanti di un'arte cui anche Dante dovette aderire, suo malgrado, per poter partecipare alla vita politica come era necessario all'epoca: "essere iscritti ad un'Arte".
L'arte della Politica Illuminata è in questa allegoria. Stampata in Germania.

 

1 febbraio 2021. ENDEMOL ricerca un restauratore di giocattoli per la trasmissione RAI "I soliti ignoti - Il ritorno". Non sono io la persona che cercate. Grazie.

 

23 gennaio 2021. Lotto per il lotto. Preso. Ora lotto per il giusto compenso al corriere.

 

17 gennaio 2021. Rosso è il colore che contraddistingue questo silente giorno siciliano. La zona è rossa per volere di Stato. Come il colore delle arance tarocco, moro e sanguinello; come il pigmento del pomodoro di Pachino; come il colore della passione, sempre più repressa in favore dell'aggressività dilagante nella spasmodica ricerca di scampoli di uscite di svago, in tempi di saldi, fino all'appena trascorso sabato. Se nel tempo i porporati hanno ceduto spazio alle tinte delle bandiere delle lotte del popolo, il rosso che simboleggiava fertilità, che era il colore nazionale delle auto da corsa, che ha abbellito le grotte rupestri sin dal paleolitico, in questi giorni è divenuto il rosso dei divieti. La terza annunciata ondata è ormai effettiva. Prudenza non sia mai troppa, col rosso non si passa. Rossa è la bandiera dei repubblicani d'America. Rosso fa rima con "Non posso!". Se durante l'antico impero romano ci si decorava il corpo col rosso in segno di vittoria, vita e salute, cambiando le abitudini, gli appellativi ed i significati delle parole che oggi si coniano più velocemente di banconote che non hanno corrispettivi in oro, per durare meno di una giornata, il termine di "responsabili" è la cosa più effimera che voglia ancora sentir dire. Rosso è anche del boletus satanas, ma le avvisaglie aposematiche avvisano il mondo animale consapevole. Gli animali politici non ne fanno parte. Potrebbero abboccare. Dovrebbero invece impallidire e sprofondare nella terra; non occorre che sia rossa.
Comunque rosso è anche l'ossido del ferro. Mi guardo perciò bene dal continuare a parlarne. Taccio. Non vorrei che mi si arrugginisse una intera collezione.

 

16 gennaio 2021. Il pacco però l'ho aperto. Anche io, da oggi, sono SANSEPOLCRISTA, litolattamente parlando. Il resto degli opportunisti lo diventeranno al cambiar del vento...

 

15 gennaio 2021. #IONONAPRO1501 Non avete capito niente! Statevene a casa, Masterchef! Siamo tutti alla canna del gas... ma niente si risolve con una disobbedienza di mezza giornata.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

12 gennaio 2021. Dialogo impossibile. Ricinaureol.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta
Spidoleine.
Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta
Tempia Frères.
Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta
"Ci vediamo al McDonalds."
"Non voglio purghe, non voglio lubrificanti."
"Non festeggeresti nella miglior maniera."
"OK. Prendo anche la coppia di svizzeri. Ma non bevo."

 

2 gennaio 2021. “Tu credi che la gente vada a vedere le corse per vedere se vince la Guzzi o la Gilera? No! La gente va a vedere le corse perché vuole vedere andar forte, quindi uno che è davanti e va piano perché ormai gli avversari sono lontani tradisce il pubblico. Un vero campione deve dare sempre il massimo anche se questo gli può far perdere la corsa, anche se è contro il proprio interesse”. Così si espresse Omobono Tenni verso Giulio Carcano, progettista della Moto Guzzi.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Correre non è da tutti. Avere la prudenza di tirare i remi in barca quando tutti son dietro, serve a mantenere il risultato, ma non a segnare nuovi record. Mollare la presa è segno di stanchezza o desiderio di farsi raggiungere per non restare soli. L'Olimpo dei vincenti ha spazio solo per chi corre, segnato dalle proprie prodezze, non dalle prudenze, distante dalla marmaglia degli inseguitori e dal pensiero omologato.

 

1 gennaio 2021. Se non altro... il 2020 è ufficialmente finito ma, se proprio vogliamo, è il 19 che a me non piace. Soprattutto quando segue altre sigle.
Si ricomincia...in attesa che l'euforia prenda a scorrere nuovamente nelle menti dei più...

 

Nessuna previsione per il mondo intero. Molte e positive per la collezione.


 

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