6 gennaio 2020.
Premesso che ogni celebrazione di anniversario (mi riferisco al centenario, per quanto dirò oltre, ma per ogni consuetudinario ordine di misura: lustro, decennale, etc.) riassume il desiderio di voler rinverdire qualcosa che c'è ancora, qualora si tratti di società o qualsiasi altra cosa che non debba sottostare ad un ciclo vitale finito. Se si tratta invece di persone, questo non sempre è vero. Pochi uomini centenari ancora in vita come, rammento, solo GILLO DORFLES, avevano la lucidità e la forza della ragione così uguali alle loro espressioni migliori, tali da renderne importante la celebrazione, per cui, per essi soli, valeva la regola della celebrazione di ciò che c'è ancora. Anche Dorfles però non è più. Ma non volevo parlare di lui. Non in quest'occasione.
La scelta della data di partenza, per consuetudine, prende spunto dal primo momento a cui si può risalire. Si può partire dalla concezione, in realtà più spesso dalla nascita, dal Big Bang. Ci sarebbe un momento precedente, ma il dato di fatto deve essere più riscontrabile, più manifesto. Dipende perciò dalle modalità a cui è riconducibile, in modo esemplificativo, l'esteriorizzazione. Per quanto concerne perciò la storia dell'Alfa Romeo, sono già stati ampiamente celebrati i 100 anni dalla nascita, in occasione della costituzione nel 1910 dell'Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. Per altri, più pignoli, celebrata solo due anni fa in occasione del centenario dell'atto ufficiale di nascita della nuova denominazione, con il rogito del 3 febbraio 1918 sottoscritto dall'ingegnere Nicola Romeo che aggiunse il proprio cognome alla ditta ALFA, creando un inscindibile connubio che, per il momento, continua ad essere prepotentemente un grande marchio di successo.
Per quanto mi riguarda, a mio avviso, è possibile celebrare il vero centenario, solo da quest'anno, o forse ancora di più dall'anno prossimo. Non per questioni di cifra tonda. Innanzitutto perchè le prime auto ALFA ROMEO di produzione in serie risalgono a quest'anno dello scorso secolo. Per quanto ciò possa non essere condivisibile, sicuramente, in relazione a ciò che è l'Alfa Romeo ai giorni nostri, la ricorrenza più importante non è quella della nascita della società, quanto piuttosto la nascita della "rete di simpatie per la giovane Casa del Portello" determinate dalle prime vittorie. Così si esprimeva Luigi Fusi nella arcinota "Bibbia" di qualsiasi Alfista, (Luigi Fusi - ALFA ROMEO Tutte le vetture dal 1910 - emmetigrafica editrice 1978); ad esso si deve anche la costituzione del museo storico di Arese.
Il successo non avvenne con la GRAND PRIX 1914 riveduta e corretta, dopo la grande guerra, sino ad alcune gare del 1921; neanche con la 20/30 ES. E' con la P2 che l'ALFA ROMEO consacra la propria fama nella storia del motorismo.
In questa prima immagine, le due protagoniste di ciascun dopoguerra: la P2 da 52 cm della CIJ (in una versione seconda serie dei primi anni '30) e l'ALFETTA 159 promozionale realizzata per la stessa Alfa Romeo, che dovrebbe risalire invece al 1950 e misura 40 cm.

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In quest'altra immagine, invece sono due giocattoli della marca del biscione in versione turistica, all'apparenza. Ma quando si parla di Alfa Romeo, l'apparenza spesso inganna. Sicuramente il modello anteguerra, il modello 1750 berlina a 6 luci, è quello che sembra. Fu fatto realizzare come scatola promozionale dal biscottificio DELSER, nella misura di 39 cm e risale ad un periodo immediatamente successivo al 1929. Si tratta di una monoalbero. Il secondo modello invece, in questa versione bicolore elettrica senza filoguida, realizzato dalla Ventura non è così tranquilla come può sembrare. Raffigura il modello 1900 SPRINT del 1951. La versione alleggerita di 100 kg e potenziata di 10 cavalli, della 1900 Berlina T.I. prodotta esattamente settanta anni fa. Una versione spinta di grandissimo successo l'auto vera, tanto da ispirare il modello che rimase ambito per i bambini di ieri, come per i collezionisti di oggi. L'auto giocattolo italiana del dopoguerra più ambita di sempre, pur non essendo particolarmente rara.

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Non è affatto peregrina la vicinanza delle grandi dimensioni dei giocattoli qui mostrati. Il consenso prolungato che Alfa Romeo ha avuto nel tempo, viene ben manifestato anche da questi grandi modelli realizzati in epoche diverse. Si può dire che non esista altra marca italiana che abbia ottenuto diuturnamente questo successo per tempi più lunghi.

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L'incontro di queste due calandre così diverse è estremamente semplice che avvenga oggi ad un raduno di auto d'epoca o tra scaffali e vetrine di un collezionista, a seconda delle dimensioni. Nelle prossime settimane comincerò a disquisire di questi grandi giocattoli, un modello per volta, e delle modifiche delle linee subite nelle epoche per il cambiamento del gusto.

 

5 gennaio 2020.
Sono trascorsi 4 anni!

Quattro anni dalla rinascita di mio padre dopo il suo secondo infarto.

 

4 gennaio 2020.
Capodanno ormai alle spalle. Più prossimi all'EPIFANIA, sarà tempo di togliere gli smoking?

Acquisto oggetti in latta: targhe, insegne, scatole, giocattoli, libri e biglietti da visita in questo materiale.

 

2 gennaio 2020.
Tutto arriva per chi sa aspettare e... prendere un aereo.

 

Quest'anno sarà il migliore degli anni dall'inizio del terzo millennio. Per qualcuno sarà solo un anno bisestile (Bisesto Funesto); per altri sarà "so and so"; per me che sono Gemelli è innanzitutto una ripetizione del 20. Venti è del vintage, venti è della giovinezza, di questa Italia non la "meglio gioventù"; venti, si dice, di cambiamento...
Per quanto ne so io, non sono venti, ma già tre grandi cantieri aperti a mettere grande gioia di vivere: un bebè in arrivo, ormai davvero prossimo, che sprona a continuare e a fare meglio; un locale al centro del mercato della Pescheria di Catania da inaugurare entro pochissimo tempo, che prima di essere attività commerciale è attività culturale per quanti addentellati all'identità della mia città in esso si respirano; infine la latta! Grande anno anche per la latta... che comincia già con tante aspettative ed un importante acquisto già portato a segno.


 

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