28 marzo 2020. Alcuni cataloghi pubblicitari della ditta ASTRA trovati con difficoltà, in mezzo alla collezione delle mie brochure. "Per aspera ad astra". Attraverso le difficoltà si arriva alle stelle. Quale miglior motto in questi tempi?

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

 

I cataloghi risalgono ad un periodo storico ricompreso tra il 1932 ed il 1937. Anche in questi esemplari in ottime condizioni la grafica è spettacolare ed invogliante. Chissà se si trova ancora da qualche parte una bella moto ASTRA? Peccato non potere uscire per andare a scovarla?

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

 

Mi accontenterei di un motofurgoncino come questo...

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

 

27 marzo 2020. Continuando a cercare, ma non nei soli meandri del cervello, a casa di un collezionista si trova di tutto. Rispolvero vecchie collezioni e trovo grafica d'epoca meravigliosa, come questi depliant anni '30 delle MOTO MILLER. L'uccellino simbolo della Miller sembra una delle possibili realizzazioni effettuabili con i tasselli del Tangram cinese. Come dire che un qualcosa di esclusivamente italiano provenga dalla Cina. Che cosa bizzarra ed inattuale!

Foto dalla collezione di brochure di auto e moto di Giovanfranco di Giunta

 

Non ho resistito alla tentazione di accludere una moto INGAP completamente diversa da ogni punto di vista costruttivo: posizione del motore, degli scarichi, grandezza dei parafanghi, distribuzione dei tubolari del telaio, dei carter, forma del serbatoio. Praticamente tutto. Somiglianze determinate invece dalla forcella pantografata e dal sedile unico a bicicletta. Non resistevo alla tentazione di accoppiare i due tipi di oggetto. Oserei dire che si tratti di una mutazione...

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

19 marzo 2020. Giornate libere per fare appassionare la mente di qualsiasi cosa che non sia la realtà attuale, peggiore di qualsiasi invenzione della fantasia, mi portano a farneticare, schernendo "gli altri", quelli che non osservano le regole del gioco. Non con essi, ma di essi, mi dileggio tramite le immagini delle mie scatole.
Da reminiscenze storiche comincio, pensando alle promesse del 10 febbraio di sette anni fa. Sfortunata coincidenza di data con il giorno della memoria delle Foibe, con cui poco c'entra. Quando certe promesse disattese volevano che si aprisse il parlamento come una scatoletta di tonno...

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

C'è chi poi si è erto ad essere “... più un anticorpo che un movimento politico”; mi riferisco alle Sardine del Debenedettiano Mattia Sartori, già entità sbiadita fino al rinnovato vigore del dopo virus. Facciano adesso gli anticorpi in prima linea, magari in unico assembramento a distanza di rispetto e mascherina a norma!

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Mi sa proprio che l'unica cosa che certi uomini adesso forzatamente silenti debbano fare sia di introdurre a forza, nelle loro personali scatolette, l'olio dell'arroganza.
Ma l'olio potrebbe essere tale e talmente pessimo da far gonfiare la scatola oltre ogni dismisura rendendone il contenuto deforme ed abietto, prossimo allo scoppiare.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Non siamo stati sicuri neanche all'interno delle nostre case, se fuori gli aperitivi hanno continuato ad essere celebrati da ribelli e trasgressivi ladri di vita altrui. Perchè tali sono stati coloro che hanno crapulato, incuranti che i più fossero in casa ad attenderne il ritorno. Sono dei ladri perchè hanno disposto del nostro tempo. Come se a loro non se ne dovrà dedicare, qualora stiano adesso incubando un contagio da rientro. La corona li ha aspettati tra drink e altri vizi. Tale può intendersi anche quello della immunità da attraversamento delle strade romane.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

Lontani sono i tempi in cui Don Vincenzo Florio vendeva ogni suo possedimento per non mettere sul lastrico i suoi dipendenti alla fine della Sua gloriosa esistenza. Adesso si parla di decreti che tamponano le difficoltà di certe categorie di imprese, non tutte, per periodi di tempo così limitati da apparire l'elemosina del centesimo che lo stesso indigente ributta a terra con stizza quando lo riceve. Finiti i tempi in cui le mattanze erano un gioco quasi alla pari tra uomo e tonno. Ora l'uomo è tonno e non si trova nè a Camera Grande, nè a camera Bastarda, non a Levante, già lasciata è la Ponente...

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

o si squarciano le reti o la Natura farà il suo corso. Ovviamente sono solo farneticazioni le mie. Ma che dopo la pandemia si continui a pensare a quanto sono belli e limpidi i canali di Venezia in questi giorni, a come si respiri meglio per le città, a quale quantità di inquinamento acustico siamo disposti a sottostare giornalmente...
Mi fermo. Questi sono i veri piaceri condivisi che dovremmo imparare ad apprezzare in questi giorni e per sempre. Se ci scorderemo di questi sprazzi di vera bellezza e ricominceremo a correre, non ci scorderemo solo del CORONAVIRUS, ci scorderemo innanzitutto di essere UOMINI.

 

18 marzo 2020. Spesso per spiegare considerazioni molto complesse si cerca di usare metafore al fine di semplificare a chi non ha percezione della grandezza del problema. Altrettanto spesso ad opera del semplificatore la metafora è distraente perchè neanche chi spiega ha chiaro cosa stia accadendo veramente.

 

13 marzo 2020. "Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino".

 

12 marzo 2020. La forza di un popolo è data dalla capacità di coesione dinanzi ad un male comune oscuro al fine di sconfiggerlo più velocemente possibile. Spesso la soluzione non avviene con risposta adeguata, specie quando ciascuno ritiene di non dover fare la propria parte. Una società liquida non crea Eroi, non crea Patria, non trova Soluzioni. Questa incertezza durerà ben oltre i tempi di sopportazione che ci chiedono di dimostrare di poter sostenere. L'umanità celebra in questi giorni la Sua più grande prova. Le Nazioni svolgeranno ruoli fondamentali in questa scacchiera completamente rossa. Ci vorrebbero nuove visioni Giolittiane e l'intraprendenza dell'apprendista stregone.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

1 marzo 2020. Globalizzazione. Globo. Liquirizia. De Franco. Luciano. Inocula. Instilla. Installi. Impianti. Idraulico. Acqua. Goccia. Vaso. Pandora. Pandoro. Colomba. Pasquale. Agnello. Vitello. Vaccino. Coronavirus.

Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

1 marzo 2020. Un detto catanese recita: "U pisci 'do mari iè natu 'ppi 'ccu si l'ha manciari". Significa che ogni cosa finirà naturalmente a chi è già destinata. Mi serva da lezione aver sperato che fare del bene giovi anche a chi lo fa, giova solo a chi lo riceve. Un altro detto è "Fai del bene e scordatelo". E fu così che ho perso due bei giocattoli, da un grande lotto di Ingap anteguerra, per eccesso di affidamento all'altrui ingordigia.

 

27 febbraio 2020. ETNA FILM. Esattamente cento anni fa veniva a mancare un grande personaggio che ha avuto per il cinema lo stesso peso che don Vincenzo Florio ha avuto per l'automobilismo, ma con un diverso riscontro a livello mondiale, dovuto alla crisi prebellica ed alla partenza per il fronte di buona parte delle giovani maestranze e dello stesso figlio. Dal 1913 al 1916, la casa cinematografica di Alfredo Alonzo, proprietario anche della SICILIA NAVIGAZIONE, realizzò moltissimi lungometraggi di cui non si ha più memoria. Io conservo, in duplice esemplare, le custodie delle pizze in nitrato d'argento chene hanno contenuto i film.

La rarità cinematografica per eccellenza. Foto dalla collezione di Giovanfranco di Giunta

 

26 febbraio 2020. Stamani mi sono intrattenuto telefonicamente per una buona parte della mattina con la gentile Federica Nurchis. L'annovero tra i nuovi amici di Facebook, non quelli che trovi tra i banchi di scuola e che mantieni per sempre con te in un pacchetto completo di vizi e virtù, piuttosto quelli di cui sai poco e niente, che non hai mai incontrato, ma che riconosci che diano dignità e forza ad un intero gruppo di illustri sconosciuti di cui fai parte che è banco di esperienza e di conoscenza spiccia e di cui poco c'è da salvare nei grandi numeri, soprattutto per chi nel gruppo svolge azioni quotidiane di "caporalato". Persone come Federica costituiscono la parte migliore, oltre ogni non sopportabilità di tutto il resto.
Lei mi riferisce della prossima realizzazione di un libro dal titolo "La storia in scatola" che vedrà la pubblicazione solo tra qualche mese e mi chiede di pubblicare alcune immagini del sito. Avevo già accettato che utilizzasse delle immagini ritenendola degna di farlo a prescindere, prima ancora di sapere di cosa si trattasse. Non certo come molti facinorosi sconosciuti spesso già fanno senza autorizzazione, ricevendo poi gli strali delle mia mail di diffida. Forse non tutti sanno che la mia preparazione universitaria in giurisprudenza mi permette di difendermi bene e velocemente da solo contro chi usa i contenuti del mio sito. Non faccio l'avvocato per scelta, per mancanza di voglia di occuparmi delle beghe degli altri, restando sufficienti per me le mie stesse quotidiane. Questo non significa che io possa acconsentire a che degli sprovveduti usino le mie immagini per esprimere con la sintesi di una sola foto dei miei oggetti ciò che loro non troveranno in tutta una vita. Non posso sopportarlo. Non possono farla franca!
Ma tornando all'aspetto più gradevole, in mezzo ai tanti sviluppati, quando oggi ho appreso del progetto in modo più completo ho pensato che partecipare, sia pur dando solo disponibilità delle immagini richieste, nonchè di ulteriori non visibili su litolatta.it, sia una opportunità di fare qualcosa di più del solito libro di belle immagini. Per questo ne parlo nel BLOG sperando che qualche mio lettore, conosciuto o sconosciuto che sia, possa, se contattato, dare adeguata risposta positiva al progetto. Non restando ritroso a condividere con il resto del mondo le proprie "chicche" che ben si prestino a questo interessante esperimento di revisione storica anche in chiave di analisi della "damnatio memoriae".
Il titolo del libro, come detto, è già molto promettente poichè vuol far leva sui contenuti delle scatole parlando di ciò che di esse ci attrae dall'esterno. Ai limiti del paradosso di Russell, raccontare la storia della propaganda fascista secondo quel senso larvale che era "in nuce" nell'italiano che fuoriusciva dalla Grande Guerra e che nel periodo più fulgido della rinascita espresse il meglio degli anni venti dello scorso secolo (ai più è risaputo che per collezionismo sono quelli che preferisco). La storia in scatola non è dentro, ma è fuori da essa. E' perciò sempre un'analisi di ciò che la scatola raffigura e che conserva esteriormente ma, nel contempo, è il contenuto non immediatamente contemplabile se non guardando oltre il primo significato, quello spicciolo, della raffigurazione fine a se stessa.
Dal dialogo intrattenuto e dalla importanza degli argomenti eviscerati, nell'analisi del periodo storico scelto nella trattazione, che va dal 1919 al 1939, prevale un filo conduttore importante che ho colto. Abbastanza contemporaneo e quindi attuale che spiega, sensa dare scusanti a nessuno, del motivo per cui una intera società si è piegata ad un pensiero di propaganda come portato naturale di aspettative che diversamente non sarebbero state accolte, prendendo la deriva che ci ha infine condotto a scelte opinabili, ma che sono ormai storia.
Non sarà la forma ad avere la meglio sulla sostanza in questo libro. Non sarà quindi tanto la misura delle fotografie che accompagnano la pubblicazione, quanto ciò che si dirà oltre. Per una volta sarà più il testo a prevalere sulle immagini e potrà fare capire ai più, qualora lo volessero, che non si tratta solo di vuoti contenitori. Spero che questo lavoro, per quanto sul finire, abbia ancora spazio per qualche rilevante significato.

 

25 febbraio 2020. E ricominciano le mie riflessioni di tarda sera... sulla auto coperta "Weymann" da 30 grammi e 14,5 cm di lunghezza del catalogo INGAP del 1928, che nei cataloghi del 1933 e del 1934 prendeva 10 grammi di peso in più (e non è dettaglio da poco, se si ragiona sul fatto che il meccanismo che ne determinava il movimento poteva avere subito una modifica) sino a venir rinominata nel catalogo del 1952 AUTO BERLINA. Sempre con lo stesso numero di catalogo ed un ulteriore aumento di 5 grammi. Ma cosa è veramente successo a questa autogiocattolo? E questo aumento di peso riguarda solo questo modello?

 

24 febbraio 2020. Coronavirus it's a whole misanthropestanding!

Corone e coronati.

Ovverosia, quando stare anche per tutta la vita in quarantena si può, grazie alla propria collezione!

 

23 febbraio 2020. Ed anche il Mercanteinfiera è stato sospeso... o meglio... rimandato a giugno.

 

21 febbraio 2020. Molti amici mi comunicano che non andranno a Novegro per paura del corona virus. Eccesso di prudenza o ragionata avvedutezza? Io non avrei potuto comunque per le ragioni che mi tengono con la mia frugoletta. Ma anche se avessi già prenotato un biglietto d'aereo farei due ragionamenti e, probabilmente, resterei a casa. C'è anche chi mi suggerisce di disertare il Mercanteinfiera, ma sarà lo stesso Mercanteinfiera a disertare da tutti. Di questo passo vedo possibili scenari di rinnovato vigore per gli internauti collezionisti, a patto di fare attenzione alle aree in cui si opereranno gli acquisti.

 

19 febbraio 2020. Emma. Ieri, oggi e domani.

 

12 febbraio 2020. Ho intercettato dei cavallini che mi sembrano appartenere alle contrade di Siena. Fanno parte della scatola realizzata da Metalgraf per il gioco del palio.

 

9 febbraio 2020. Di fronte ad un bivio, la scelta coraggiosa è la strada ignota, è anche la più diretta verso tutto ciò che è sempre stato. E' quindi quella che darà più adrenalina, ma anche più problemi. Gustarsi la prima o risolvere i secondi determinerà la voglia di adattarsi e di superare il proprio limite. In tutto questo non ci sarà mai spazio per la noia. Il cambiamento continua... con la giusta compagnia, con la pazienza e la tenacia, la via è facilitata.

Vespa in raduno e Vespa in coppia.

 

26 gennaio 2020. Quando appare quest'immagine all'orizzonte, quando il naso fuoriesce dalla sagoma del viso, prim'ancora dell'intera figura del suo portatore, si profila l'ipotesi che una bugia sia prossima ad essere pronunciata, sempre che, in realtà, non sia stata già detta ed ancora permanga per l'aria.
Il burattino di Collodi incarna ciascun uomo che è stato bimbo e che ha vissuto, nell'esperienza della propria crescita, i tentativi del mondo esterno di corruzione della propria integrità ed è sopravvissuto grazie alle, o per colpa delle, bugie che ha espresso più o meno bene. Pinocchio nel suo stesso nome porta la traccia del seme, della carne nel legno, della germinazione nella durezza (come suggerì Gérard Génot); chi non è stato per un momento Pinocchio nella propria esistenza alzi la mano e faccia indietreggiare il proprio naso. Ci sarebbe il rischio che qualcuno si faccia male.

Dalla FI PI LI passando per Collodi. I miei acquisti di gennaio 2020.

 

Se spostiamo, con difficoltà, la nostra attenzione dal naso e poi dagli occhi e dai denti appiccicati con veemenza ad un sorriso beffardo che ostenta sicurezza, alle tre linee rosse delle pieghe degli occhi che esprimono persistenza, ai riflessi multipli dei cerulei occhi di questo birbante patentato, che noi tutti rappresenta; se davvero riuscissimo a distoglierci da tutto questo insieme, oltre ogni menzogna spunterebbe la verità. Quello che il portatore tiene con se non è altro che la prova che ciò che si manifesta ai più è spesso la buccia di un frutto dal sapore completamente diverso. Conta ciò che per ciascuno rappresenta il resto del racconto.
Se, quindi, questo grande Pinocchio Furga, balocco per eccellenza (per citare il grande Giordano Dal Prato che per primo me lo ha così chiamato, ripetendomelo in più occasioni) contiene tra le sue fibrose articolazioni, che dovremmo chiamare braccia e mani di legno, il più bel giocattolo contenitore mai realizzato dalla Cardini, nell'ancor più rara versione di colore rosso, non si pensi che il contenuto dell'autocorriera Perugina siano cioccolatini. All'interno è il ricordo di uno splendido meriggio dello scorso venerdì, trascorso tra le colline fiorentine in compagnia di due splendide persone e del grande e curioso Artù; passando da un volo mattutino affidato ad un manipolo di donne prima sconosciute: condotto dal capitano Inga e dalla sua seconda; compresso dalla corpulenta Alfia che manifestava il suo disagio da prima volta nel cielo nella sua angusta seduta di corridoio, da un lato e dalla fervente religiosa (che chiamerò Assunta) che si affidava alla lettura delle parole di Gesù Cristo, quando si ridestava dal dormiveglia, riversa sul finestrino, dall'altro; stretto nella morsa dei loro segni di croce al decollo fino all'arrivo; abbacinato poi dalla bellezza della campagna toscana, lungo le strade rallentate dagli autovelox della FI-PI-LI mattutina e dal rientro più veloce durante la tradizionale ora del the, lungo l'autostrada che passa da Collodi. Rientro tutto al maschile, sia per i piloti e per la durezza del volo, sia per l'ulteriore compressione dei vicini di seduta. Forse per gli aerei low-costs. La verità? Mi sono proprio divertito e questo viaggio ha contribuito al processo di cambiamento.

 

20 gennaio 2020. Dopo aver scrutato oltre i primi "rumor" l'allarme rientra.

 

19 gennaio 2020. Mi giungono voci che a Borgo D'Ale si continua a sfornare materiale adatto alla scrittura di nuove pagine della storia del giocattolo.

 

7 gennaio 2020. La ricetta per un museo? "E' un'impresa che trascende le modeste possibilità dell'uomo qualunque e richiede doti eccezionali, quali il cervello di un veggente, il cuore di un artista, la tenacia di un animo temprato ad ogni battaglia, la superba fede di un pioniere." Parole di Carlo Biscaretti di Ruffia, estrapolate dalla rivista Automobilismo d'epoca. Il museo nazionale dell'automobile di Torino quest'anno compie 60 anni.

 

6 gennaio 2020.
Premesso che ogni celebrazione di anniversario (mi riferisco al centenario, per quanto dirò oltre, ma per ogni consuetudinario ordine di misura: lustro, decennale, etc.) riassume il desiderio di voler rinverdire qualcosa che c'è ancora, qualora si tratti di società o qualsiasi altra cosa che non debba sottostare ad un ciclo vitale finito. Se si tratta invece di persone, questo non sempre è vero. Pochi uomini centenari ancora in vita come, rammento, solo GILLO DORFLES, avevano la lucidità e la forza della ragione così uguali alle loro espressioni migliori, tali da renderne importante la celebrazione, per cui, per essi soli, valeva la regola della celebrazione di ciò che c'è ancora. Anche Dorfles però non è più. Ma non volevo parlare di lui. Non in quest'occasione.
La scelta della data di partenza, per consuetudine, prende spunto dal primo momento a cui si può risalire. Si può partire dalla concezione, in realtà più spesso dalla nascita, dal Big Bang. Ci sarebbe un momento precedente, ma il dato di fatto deve essere più riscontrabile, più manifesto. Dipende perciò dalle modalità a cui è riconducibile, in modo esemplificativo, l'esteriorizzazione. Per quanto concerne perciò la storia dell'Alfa Romeo, sono già stati ampiamente celebrati i 100 anni dalla nascita, in occasione della costituzione nel 1910 dell'Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. Per altri, più pignoli, celebrata solo due anni fa in occasione del centenario dell'atto ufficiale di nascita della nuova denominazione, con il rogito del 3 febbraio 1918 sottoscritto dall'ingegnere Nicola Romeo che aggiunse il proprio cognome alla ditta ALFA, creando un inscindibile connubio che, per il momento, continua ad essere prepotentemente un grande marchio di successo.
Per quanto mi riguarda, a mio avviso, è possibile celebrare il vero centenario, solo da quest'anno, o forse ancora di più dall'anno prossimo. Non per questioni di cifra tonda. Innanzitutto perchè le prime auto ALFA ROMEO di produzione in serie risalgono a quest'anno dello scorso secolo. Per quanto ciò possa non essere condivisibile, sicuramente, in relazione a ciò che è l'Alfa Romeo ai giorni nostri, la ricorrenza più importante non è quella della nascita della società, quanto piuttosto la nascita della "rete di simpatie per la giovane Casa del Portello" determinate dalle prime vittorie. Così si esprimeva Luigi Fusi nella arcinota "Bibbia" di qualsiasi Alfista, (Luigi Fusi - ALFA ROMEO Tutte le vetture dal 1910 - emmetigrafica editrice 1978); ad esso si deve anche la costituzione del museo storico di Arese.
Il successo non avvenne con la GRAND PRIX 1914 riveduta e corretta, dopo la grande guerra, sino ad alcune gare del 1921; neanche con la 20/30 ES. E' con la P2 che l'ALFA ROMEO consacra la propria fama nella storia del motorismo.
In questa prima immagine, le due protagoniste di ciascun dopoguerra: la P2 da 52 cm della CIJ (in una versione seconda serie dei primi anni '30) e l'ALFETTA 159 promozionale realizzata per la stessa Alfa Romeo, che dovrebbe risalire invece al 1950 e misura 40 cm.

dd

 

In quest'altra immagine, invece sono due giocattoli della marca del biscione in versione turistica, all'apparenza. Ma quando si parla di Alfa Romeo, l'apparenza spesso inganna. Sicuramente il modello anteguerra, il modello 1750 berlina a 6 luci, è quello che sembra. Fu fatto realizzare come scatola promozionale dal biscottificio DELSER, nella misura di 39 cm e risale ad un periodo immediatamente successivo al 1929. Si tratta di una monoalbero. Il secondo modello invece, in questa versione bicolore elettrica senza filoguida, realizzato dalla Ventura non è così tranquilla come può sembrare. Raffigura il modello 1900 SPRINT del 1951. La versione alleggerita di 100 kg e potenziata di 10 cavalli, della 1900 Berlina T.I. prodotta esattamente settanta anni fa. Una versione spinta di grandissimo successo l'auto vera, tanto da ispirare il modello che rimase ambito per i bambini di ieri, come per i collezionisti di oggi. L'auto giocattolo italiana del dopoguerra più ambita di sempre, pur non essendo particolarmente rara.

dd

 

Non è affatto peregrina la vicinanza delle grandi dimensioni dei giocattoli qui mostrati. Il consenso prolungato che Alfa Romeo ha avuto nel tempo, viene ben manifestato anche da questi grandi modelli realizzati in epoche diverse. Si può dire che non esista altra marca italiana che abbia ottenuto diuturnamente questo successo per tempi più lunghi.

dd

 

L'incontro di queste due calandre così diverse è estremamente semplice che avvenga oggi ad un raduno di auto d'epoca o tra scaffali e vetrine di un collezionista, a seconda delle dimensioni. Nelle prossime settimane comincerò a disquisire di questi grandi giocattoli, un modello per volta, e delle modifiche delle linee subite nelle epoche per il cambiamento del gusto.

 

5 gennaio 2020.
Sono trascorsi 4 anni!

Quattro anni dalla rinascita di mio padre dopo il suo secondo infarto.

 

4 gennaio 2020.
Capodanno ormai alle spalle. Più prossimi all'EPIFANIA, sarà tempo di togliere gli smoking?

Acquisto oggetti in latta: targhe, insegne, scatole, giocattoli, libri e biglietti da visita in questo materiale.

 

2 gennaio 2020.
Tutto arriva per chi sa aspettare e... prendere un aereo.

 

Quest'anno sarà il migliore degli anni dall'inizio del terzo millennio. Per qualcuno sarà solo un anno bisestile (Bisesto Funesto); per altri sarà "so and so"; per me che sono Gemelli è innanzitutto una ripetizione del 20. Venti è del vintage, venti è della giovinezza, di questa Italia non la "meglio gioventù"; venti, si dice, di cambiamento...
Per quanto ne so io, non sono venti, ma già tre grandi cantieri aperti a mettere grande gioia di vivere: un bebè in arrivo, ormai davvero prossimo, che sprona a continuare e a fare meglio; un locale al centro del mercato della Pescheria di Catania da inaugurare entro pochissimo tempo, che prima di essere attività commerciale è attività culturale per quanti addentellati all'identità della mia città in esso si respirano; infine la latta! Grande anno anche per la latta... che comincia già con tante aspettative ed un importante acquisto già portato a segno.


 

Per chi avesse voglia di rileggere quanto scritto negli ultimi anni, è pregato di cliccare sui rispettivi link
  2013         2014       2015        2016       2017       2018       2019       .



 

Immagini e testi di questo blog sono di esclusiva proprietà di Giovanfranco di Giunta. Ogni diritto è riservato.